Roma, 28 dicembre 2020 - "Quando parlo di qualche settimana dico che non può tirare troppo sulle lunghe, se c'è l'accordo" sul Recovery "bene, si va avanti, se non c'è l'accordo è evidente che faranno senza di noi e le ministre si dimetteranno. Non siamo alla ricerca di poltrone ma di idee". Così il leader di Iv Matteo Renzi in conferenza stampa al Senato.

L'ex premier critica direttamente Conte: "Pensiamo che il piano predisposto dal presidente del Consiglio manchi di ambizione, sia senz' anima, si vede che non c'è un'unica mano che scrive. È un collage talvolta raffazzonato di pezzi di diversi ministeri. Si vede la mano burocratica di chi mette insieme i pezzi".

Sulla cabina di regia del Recovery il Pd ribadisce che la struttura dovrà essere sussidiaria, quindi di supporto, alla Pubblica amministrazione e non sostitutiva e dovrà anche interagire e aiutare le amministrazioni periferiche che altrimenti potrebbero avere problemi nella gestione dei progetti.

Un primo confronto, molto importante, ci sarà già mercoledì mattina, quando, secondo l'annuncio dato da Renzi, la delegazione di Iv si recherà dal ministro dell'Economia Roberto Gualtieri per presentare "61 punti su cui al momento non siamo d'accordo". "Andremo - ci tiene a precisare Renzi - combattivi come sempre". Per quanto riguarda l'aspetto costruttivo delle istanze di Iv, questo è stato illustrato da Renzi con l'acronimo 'Ciao', vale a dire 'Cultura, Infrastrutture, Ambiente, Opportunità'. "Il filo rosso - spiega - è la parola lavoro. Pensiamo si possano creare migliaia di posti di lavoro". Tra le proposte, anche quella di "raddoppiare la cifra sul capitale umano. L'Italia deve candidarsi a prendere il posto degli inglesi nell'attrattività di Erasmus: diciamo a Pd, M5s e Leu di puntare sullo ius culturae dando la cittadinanza agli studenti universitari che verranno a studiare in Italia".

Per quanto riguarda poi il dossier Servizi, l'ex-premier rincara la dose sull'attuale inquilino di Palazzo Chigi: "Noi non vogliamo che si facciano scherzi su intelligence e servizi segreti e chiediamo al presidente del Consiglio che affidi la delega a una persona terza. Noi non torniamo indietro nemmeno su questo".