Il governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini (Ansa)
Il governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini (Ansa)

Roma, 27 gennaio 2020 - Da dove arriva il successo del candidato di centrosinistra Stefano Bonaccini alle elezioni regionali in Emilia Romagna? Secondo l'analisi dei flussi elettorali condotta dall'istituto Cattaneo su 4 città (Forlì, Ferrara, Parma, Ravenna) mette in rilievo il ruolo determinante dei Cinquestelle sull'esito del voto. I due candidati Bonaccini e Lucia Borgonzoni hanno fatto "quasi il pieno dei rispettivi elettorati, quindi le scelte degli elettori delle terze forze - in particolar modo del M5s - si sono rivelate decisive", osserva l'istituto Cattaneo.

"Molti elettori pentastellati (il 71,5% a Forlì, il 62,7% a Parma, il 48,1% a Ferrara) hanno scelto la candidatura di Bonaccini e solo una minoranza ha deciso di optare per il candidato del M5s (Simone Benini) o per il centrodestra di Borgonzoni. Nello specifico, gli elettori del M5s alle Europee 2019 che hanno scelto Benini sono stati il 23,4% a Ferrara, il 16,6% a Parma, il 12,6% a Forlì". "Tutti i sondaggi pre-elettorali - ricorda l'istituto di studi bolognese - confermavano un distacco ridotto tra le due coalizioni, con una eguale possibilità di vittoria per Bonaccini e Borgonzoni. In realtà, l'esito del voto ha non solo confermato la posizione del presidente regionale uscente, ma ha mostrato anche un distacco più netto (superiore ai 7 punti percentuali) a favore dello schieramento di centrosinistra. Alla luce dei sondaggi della vigilia, questo risultato si è rilevato ancor più sorprendente perché, nelle scorse elezioni Europee, il centrodestra aveva raccolto nel suo insieme il 44,3% dei voti, superando il centrosinistra di 7 punti percentuali".

"L`espansione elettorale dell'area di centrosinistra guidata da Bonaccini - si legge nell'analisi dell'isituto Cattaneo - è dovuta dunque alla maggiore capacità di attrazione degli elettori pentastellati, che di fronte all'alternativa tra destra e sinistra hanno optato in modo netto per lo schieramento del presidente regionale uscente. Oltre a questo fattore (il più rilevante come peso negli scambi elettorali osservati in questa tornata), va evidenziata anche la capacità di Bonaccini di conquistare voti tra gli elettori delle liste di 'sinistra'. Nel caso di Ferrara, ad esempio, il 61,4% di chi nel 2019 aveva votato per un partito a sinistra del PD ha scelto Bonaccini, e in misura superiore lo stesso fenomeno si è osservato anche a Forlì (71,4%)".