Roma, 13 dicembre 2019 - Bankitalia ha annunciato il commissariamento della Banca popolare di Bari per "perdite patrimoniali". Il Consiglio dei Ministri, convocato in serata, dopo un'ampia discussione, ha espresso la determinazione "ad assumere tutte le iniziative necessarie a garantire la piena tutela degli interessi dei risparmiatori e a rafforzare il sistema creditizio a beneficio del sistema produttivo del Sud, in maniera pienamente compatibile con le azioni di responsabilita' volte ad accertare le ragioni che hanno condotto al commissariamento della Banca", spiega una nota di palazzo Chigi.

Il salvataggio, precisano fonti del Mef, avverrà tramite Mediocredito e l'obiettivo "è quello di sottoporre il testo del decreto al prossimo Cdm per la sua approvazione". Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, nella riunione a Palazzo Chigi, ha illustrato i contenuti di uno schema di decreto che "prevede il potenziamento delle capacità patrimoniali e finanziarie della Banca del Mezzogiorno-Mediocredito Centrale (Mcc), interamente controllata da Invitalia". L'incremento della dotazione patrimoniale della banca, continuano le stesse fonti, "consentirà alla suddetta di operare quale banca di investimento che possa accompagnare la crescita e la competitività delle imprese. Nell'ambito e in linea con la suddetta missione, lo schema di Decreto prevede l'attuazione di un primo aumento di capitale che consentirà a Mcc, insieme con il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) e ad eventuali altri investitori, di partecipare al rilancio della Banca Popolare di Bari". Banca d'Italia "ha disposto lo scioglimento degli Organi con funzioni di amministrazione e controllo della Banca e la sottoposizione della stessa alla procedura di amministrazione straordinaria in ragione delle perdite patrimoniali". Ai commissari Enrico Ajello e Antonio Blandini, assieme ai componenti del comitato di sorveglianza Livia Casale, Francesco Fioretto e Andrea Grosso, viene affidato il compito di predisporre le "attività necessarie alla ricapitalizzazione" e di finalizzare le "negoziazioni con i soggetti che hanno già manifestato interesse all'intervento di rilancio".

Per salvare il colosso del Sud serve un aumento di capitale fra 800 milioni e 1 miliardo dopo un piano di ristrutturazione che prevede tra le altre cose circa 800 esuberi, come ha detto l'amministratore delegato dell'istituto pugliese, Vincenzo De Bustis, nei giorni scorsi. Da Bruxelles il premier Giuseppe Conte, nel primo pomeriggio, sui dossier che riguardano la Popolare di Bari e Monte dei Paschi ha precisato che "al momento non c'è nessuna necessità di intervenire in nessuna banca". Ma sul consiglio dei ministri di stasera fonti M5s hanno chiarito: non si fanno Cdm risolutivi finchè non c'è un accordo sul metodo. Che sia chiaro: il Movimento 5 Stelle vuole salvare i risparmi e non le banche. Poco dopo è intervenuto da Catanzaro il capo politico del M5S, Luigi Di Maio: "Abbiamo sempre detto che aiuteremo i risparmiatori, non i banchieri: in questo momento c'è un problema con la Banca Popolare di Bari, ma noi dobbiamo andare a vedere a chi hanno prestato i soldi". 

Il capodelegazione Pd, Dario Franceschini, ha replicato a distanza: "I ministri del Pd hanno partecipato al Consiglio dei Ministri. In ogni scelta di governo, e a maggior ragione quando si tratta di tutelare i risparmi dei cittadini, noi mettiamo doverosamente senso di responsabilità. Le minacce, le aggressioni agli alleati, le assenze per fare notizia, le lasciamo ad altri". Attacca il governo anche la Lega: "Come può nel giro di poche ore il presidente del Consiglio sostenere che sulla Banca popolare di Bari non ci sarà nessun intervento salvo convocare un consiglio dei ministri d'urgenza a distanza di poche ore mentre Bankitalia ordina il commissariamento dell'istituto? - hanno sottolineato Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti invocando le dimissioni del premier.

Italia Viva ha disertato il CdM. Renzi ha commentato: "Sembra che il governo debba mettere dei soldi sulle banche: sorrido sotto i baffi perchè noi non avevamo messo un miliardo per le banche, ma ci hanno fatto un sacco di polemiche, ora toccherà a M5s farlo. Se bisogna salvare i risparmiatori è giusto farlo, ma chi ha raccontato balle dovrà avere il coraggio di dire alla fine 'lo abbiamo attaccato ingiustamente'. Il tempo è galantuomo". A rincarare la dose è Luigi Marattin: "Se il Governo varerà un decreto legge, Italia viva non esclude sorprese nelle aule parlamentari".