Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni, segretario e presidente Pd (Lapresse)
Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni, segretario e presidente Pd (Lapresse)

Roma, 17 marzo 2019 - Nicola Zingaretti segretario e Paolo Gentiloni presidente. All'hotel Ergife di Roma nasce il nuovo Pd. L'assemblea nazionale del partito ha infatti ratificato il risultato delle primarie dello scorso 3 marzo, proclamando formalmente il governatore della Regione Lazio quale nuovo leader dei dem. Poi ha scelto a larga maggioranza (nessun voto contrario e 86 astenuti su mille delegati) come presidente l'ex premier.

L'INTERVENTO DI ZINGARETTI - "A questo punto dobbiamo muoverci e metterci in cammino, tutto quello che succede intorno a noi ce lo dice", ha detto Zingaretti nella sua relazione. "Il Pd non é per nulla spezzato e sconfitto. Gli avversari e anche alcuni amici prevedevano un disastro alle primarie, non é stato così", ha proseguito.

"Prima di tutto dobbiamo cambiare tutti noi, occorre un partito diverso, più aperto, più inclusivo, realmente democratico, in grado di essere percepito come amico di chi parla con noi", ha continuato Zingaretti ribadendo che "serve un nuovo partito, con un nuovo statuto che dovremo scrivere insieme". Un partito che "sia capace di fare autocritica e che guardi alla sofferenza" della società. "Dobbiamo rimettere al centro la persona umana", ha detto ancora, citando l'esempio dei giovani ecologisti. 

"Dobbiamo costruire una nuova ipotesi di governo che si radichi nelle coscienze italiane. Ringrazio Carlo Calenda. Io voglio andare avanti e andremo avanti, è importante che il consenso attorno a quell'appello diventi un compagno di viaggio per le elezioni di maggio - ha continuato il segretario -. Vogliamo una lista europeista e aperta. Dialogheremo e ci alleeremo con la società che si organizza contro il cambiamento climatico, coni giovani che non trovano lavoro, con uomini e donne di cultura e di scienza, con coloro che credono che la battaglia contro le mafie non è solo una battaglia italiana. Ci alleeremo con gli amministratori e con l'altra Italia che è apparsa all'improvviso la scorsa settimana con i cooperanti morti nel tragico incidente aereo. L'Italia delle Ong che per noi è importante. La nostra collocazione in Europa sarà nel gruppo dei Socialisti e dei Democratici grazie anche alla scelta che Matteo Renzi ha fatto. Da anni non ci chiamiamo più solo socialisti, ma anche democratici", ha aggiunto: "Dobbiamo marcare ora una più netta innovazione e coraggio nel cambiare l'Europa". 

Un lungo applauso dell'Assemblea ha sottolineato il passaggio del discorso del segretario in cui è stato citato Aldo Moro, leader Dc di cui è stato celebrato ieri il 41mo anniversario del sequestro e del successivo assassinio da parte delle Brigate Rosse. "Non dobbiamo neppure lambire - ha detto Zingaretti citando lo statista - una politica lontana dalla vita". 

IL GRAZIE DI GENTILONI - "Un ringraziamento e un augurio a questa assemblea che avrò l'onore di presiedere", ha detto dal canto suo Paolo Gentiloni subito dopo la sua elezione. "Non un'assemblea di reduci, di scampati a un naufragio. Certo, abbiamo avuto le nostre sconfitte ma questa assemblea ha sulle proprie spalle la responsabilità di un nuovo inizio. Nicola ha le spalle larghe e ha il merito di presentarsi come leader di una squadra, di una avventura collettiva", ha aggiunto l'ex premier.

"Ora serve una corsa per le elezioni europee, saranno un appuntamento con la storia, stavolta davvero. Serve una lista in grado di competere con la Lega di Salvini", ha detto ancora Gentiloni spiegando che "il nuovo Pd  non nasce sull'abiura del passato, ma dalla consapevolezza che questo nuovo inizio ci impone riflessioni, obiettivi ambiziosi, programmi nuovi e alleanze per l'alternativa". 

LE ALTRE CARICHE - Anna Ascani e Deborah Serracchiani sono state elette vice presidenti, mentre il nuovo tesoriere è Luigi Zanda.