Le forze politiche hanno ricevuto 18 milioni nel 2019
Le forze politiche hanno ricevuto 18 milioni nel 2019

Roma, 11 maggio 2020 - È sempre una questione di "priorità". Così, in quella che si sta trasformando in una maxi manovra, contenuta nelle oltre 430 pagine del decreto che stanzia fondi per sostenere imprese e famiglie, la politica non ha potuto fare a meno di ricordarsi anche di se stessa, dunque dei partiti. Sfogliando il ‘tomo’ del decreto Rilancio si scorge, all’articolo 133, una norma che anticipa ad agosto i soldi del 2 per mille che i partiti avrebbero visto solo alla fine dell’anno.

Non si parla di cifre modeste. Lo scorso anno sono stati 18 milioni, l’anno prima 14, così nell’era del Covid-19, "in via straordinaria per l’anno 2020", recita la norma, è prevista l’erogazione a titolo di acconto, entro il 31 agosto, di una somma "pari a quella erogata nel 2019" e calcolata – come previsto dalla riforma del 2014 che ha cancellato il finanziamento pubblico – sulle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche. Il saldo del finanziamento arriverà il 31 dicembre e "qualora l’acconto corrisposto sia superiore a quanto effettivamente spettante – si legge ancora – il partito beneficiario è tenuto a restituire la differenza mediante versamento al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato".

Insomma, nell’incertezza di quanto potrà arrivare, vista la proroga fino al 30 settembre dei termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi, tanto vale darsi una congruo anticipo, poi, per l’eventuale conguaglio ci sarà comunque tempo visto che, tra le norme del ‘rilancio’, è anche previsto lo slittamento di tutti gli adempimenti fiscali delle società riconosciute per tutto il 2020. E da qui al prossimo anno possono succedere tante cose. Anche che la stessa ‘politica’ si dimentichi di auto richiedersi i soldi indietro. Ma si vedrà.

Facendo due conti, qual è il partito che ci guadagna di più da questa anticipazione? Il Pd, che come lo scorso anno incasserà oltre 8,4 milioni, pari al 42% di chi ha scelto di destinare la quota della propria Irpef. La Lega avrà 3 milioni, Fratelli d’Italia 1,17. Fuori dalla distribuzione il Movimento 5 Stelle che non ha trasmesso il proprio statuto all’apposita commissione di garanzia e non può quindi accedere al 2 per mille, ma val la pena di sottolineare che il partito ‘anticasta’ per eccellenza, ora al governo, non sembra aver intenzione di battere ciglio se il resto della ‘casta’ si anticipa fior di soldi in un momento di crisi che, per dirla con il premier Conte, sarà "come quella del dopoguerra".