Lunedì 15 Luglio 2024
SIMONE ARMINIO
Politica

Migranti, l’ex ministra Livia Turco: “La nostra legge funzionava, il caos l’ha creato la destra”

Già senatrice Pd, ha dato il nome con Napolitano alla prima norma per regolamentare i flussi: “Con noi accordi bilaterali e incentivi a lavoro e integrazione. Da Bossi-Fini in poi solo problemi”

Roma, 18 settembre 2023 – “Il tempo è un signore, sa?". Livia Turco risponde subito e volentieri dal treno che la riporta nella sua Torino. Nata comunista, poi madre del Pd, ventisei anni in Parlamento e sette da ministra prima di lasciare tutto nel 2013. Il suo nome è inscindibile da quello dell’ex presidente della Repubblica e torna attuale tutte le volte in cui si parla di emergenza migranti.

Livia Turco (Imagoeconomica)
Livia Turco (Imagoeconomica)

La Turco-Napolitano fu la prima legge organica sull’immigrazione in Italia. Senatrice, che cosa resta oggi?

"Prima le dico come nacque, perché spesso in questo Paese, anche a sinistra, si dimentica".

Ci rinfreschi la memoria.

"Ricordo un teso Consiglio dei ministri. Dovevamo decidere cosa fare con l’ennesima ondata dall’Albania. C’era un decreto del governo Dini, reiterato più volte. Potevamo farlo ancora, ma il premier di allora usò parole per l’epoca del tutto inedite".

Si chiamava Romano Prodi. Che cosa disse?

"Disse: basta con la logica dell’emergenza. Dobbiamo renderci conto che l’immigrazione verso l’Europa è strutturale, e come tale va gestita. Serve una legge che la normi una volta per tutte, guardando alla legalità, al lavoro e all’umanità".

Nacque la Turco-Napolitano.

"Ed è grazie a quella legge se ancora oggi sono in vigore diritti fondamentali per gli immigrati come quello alla salute, alla cura, alla scuola, e di contrasto alla schiavitù. Tutte cose rimaste in vigore nonostante lo sfacelo delle leggi successive".

Sono rimasti anche i temibili Cpt, invenzione di quella legge, tanto criticati a sinistra.

"Ecco, mettiamo chiarezza anche su questo e rinfreschiamo la memoria agli smemorati. I nostri erano centri per quei pochi casi di migranti di cui non fossimo riusciti a scoprire le generalità. Solo 30 giorni in attesa di svolgere le faticose indagini con i consolati. Oggi lì dentro le persone sono tenute per 12 mesi, e vogliono arrivare a 18. Ma per ottenere cosa?".

Lo sbarco a Bari della Vlora carica di migranti albanesi nel 1991
Lo sbarco a Bari della Vlora carica di migranti albanesi nel 1991

Evitare che chi è irregolare circoli sul territorio italiano?

"Giusto. Ma sa cosa facevamo noi? Li identificavamo e li accompagnavamo alla frontiera per darli in carico ai loro Paesi attraverso veri, e sottolineo veri, accordi bilaterali. Loro li tengono 18 mesi per poi liberarli con un foglio di via, condannandoli a una vita da clandestini in Italia, oppure per riportarli in Paesi di partenza e non di origine, in carceri-lager in cui i diritti civili sono sospesi. Posti costruiti anche grazie ai nostri soldi. Le ripeto: immorale e disumano".

Questo governo ha ripreso la linea degli accordi bilaterali.

"Ma il piano Mattei non è minimamente paragonabile al nostro accordo con l’Albania. Andammo io e la ministra dell’Interno Rosa Russo Iervolino a Tirana a dettare le condizioni sul trattamento di queste persone, incentivando politiche di sviluppo reali su economia e diritti. E poi c’è un altro tema, oggi assente dal dibattito sui migranti".

Quale sarebbe?

"L’Europa ha un bisogno disperato di immigrazione sana e regolare! E le politiche attuali, che prevedono che migranti partano già con un contratto di lavoro in tasca, sono letteralmente inutili. La nostra legge invece normava gli ingressi attraverso il ruolo degli sponsor, e soprattutto prevedeva un fondo per l’integrazione poi spazzato via dalla Bossi-Fini, che introdusse il pugno di ferro contro l’immigrazione, col doppio risultato di cancellarne i vantaggi e di trasformarlo di nuovo in un’emergenza per il Paese".

A Lampedusa l’Sos è reale.

"I lampedusani hanno il cuore grande, ma quell’isola non può essere lasciata sola. I migranti vanno redistribuiti subito, con l’aiuto dell’Europa".

I sindaci non sono d’accordo.

"Ecco un’altra solenne falsità. Non è che i sindaci non siano d’accordo, semplicemente non possono farsi carico del problema da soli e senza ricevere fondi. Servono posti attrezzati, strutturati e finanziati. Non i Car, i Cas, le caserme, gli alberghi e i mille rivoli di un’emergenza che grazie alla destra è diventata costosissima e strutturale”.