Martedì 28 Maggio 2024

Migranti, varato pacchetto di misure. Fino a 18 mesi nei Cpr. Tajani: “Parleremo con Erdogan per bloccare la rotta balcanica”

Il limite di trattenimento per chi chiede asilo resta un anno. “La Difesa realizzerà nel più breve tempo possibile i Cpr per trattenere gli immigrati illegali”. Meloni: “Le nuove strutture costruite lontano dai centri abitati. Il centrodestra ha visione comune”

Roma, 18 settembre 2023 - Il Consiglio dei ministri ha varato il pacchetto di misure sui migranti annunciate nei giorni scorsi dalla premier Meloni.

Tra i provvedimenti annunciati l'innalzamento dei termini di trattenimento nei centri di permanenza per i rimpatri di chi entra illegalmente in Italia, limite che verrà portato a 18 mesi.

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“Il limite di trattenimento per i richiedenti asilo è già oggi di 12 mesi e non verrà modificato, ma diventerà effettivo grazie alla realizzazione dei necessari centri di permanenza per chiunque sbarchi illegalmente in Italia, richiedenti asilo compresi", ha spiegato Meloni aprendo il Cdm.

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"Inoltre, daremo oggi - ha proseguito - mandato al Ministero della Difesa di realizzare nel più breve tempo possibile le strutture per trattenere gli immigrati illegali. Anni di politiche immigrazioniste hanno fatto sì che oggi, in Italia, siano pochissimi i posti disponibili nei Cpr. I nuovi Cpr che verranno realizzati dovranno essere in località a bassissima densità abitativa e facilmente perimetrabili e sorvegliabili. Non si creerà ulteriore disagio e insicurezza nelle città italiane. Due proposte che saranno inserite nel Dl Sud per renderle immediatamente efficaci", ha assicurato la premier.

"Desidero esprimere grande soddisfazione per la compattezza e per il grande lavoro di squadra di tutto il Governo per far fronte all'emergenza immigrazione e per trovare soluzioni concrete alla forte pressione esercitata dai flussi di immigrati irregolari sulle nostre coste. È la conferma che, su questi temi, come su tantissimi altri, tutto il centrodestra ha la stessa visione e che tutti lavorano nella stessa direzione, a dispetto di quello che si legge e si tenta di raccontare in questi giorni”, ha concluso la premier il Consiglio dei ministri.

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La presidente del Consiglio ha anche annunciato nuove norme per i minori non accompagnati di cui si parlerà nel prossimo Cdm. "Il nostro obiettivo è tutelare i veri minori per evitare, come accade ora, che con una semplice autocertificazione chiunque possa essere inserito nei circuiti rivolti ai minori", ha sottolineato la premier. "Non solo eludendo le norme sull'immigrazione, ma anche a discapito di chi minore lo è veramente. Stiamo lavorando, e inseriremo nel prossimo decreto, delle norme - ha proseguito - per prevedere dei canali differenziati per donne, bambini e under 14, ai quali sarà garantita ogni tutela".

Sul tema è intervenuto da New York anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Parleremo con il presidente Erdogan e con il ministro degli Esteri turco per bloccare la rotta balcanica. Dobbiamo avere una visione complessiva del problema migratorio perché Lampedusa è solo la punta dell'iceberg e se ne facciamo un dibattito elettorale sbagliamo, bisogna essere seri'', ha spiegato a margine dei lavori dell'assemblea generale delle Nazioni Unite. Poi la risposta alla dichiarazione del ministro dell'Interno francese Darmanin che ha detto che la Francia non accoglierà i migranti arrivati a Lampedusa: “Fa fede quello che dice Macron e quello che dice il ministro degli Esteri, mi pare che ci sia voglia di collaborare”. Per quanto riguarda l’accordo con la Tunisia, il ministro è chiaro: “Quando la commissione europea firma un accordo, quell'accordo deve essere rispettato, anche perché c'era la presidente della commissione a firmarlo e il consiglio sapeva tutto ciò che accadeva”, così Tajani ha commentato le riserve espresse dall'alto rappresentante Josep Borrell. “Non vorrei che ci fosse da parte dell'alto rappresentante, che è anche il vicepresidente della commissione europea, un'azione di non condivisione delle scelte fatte dalla commissione europea, scelte di non condivisione fatte anche da parte del gruppo socialista al parlamento europeo”.