Roma, 14 ottobre 2019 - Slitta il Cdm sulla manovra economica 2020. Fissato per questa sera, viene rinviato a domani alle 21. Sarà l'ultima occasione per limare i dettagli sul documento programmatico con le misure principali della Legge di Bilancio, da inviare entro domani all'Europa. E che, gioco forza, sarà quindi mandata in extremis a Bruxelles. 

Manovra 2020, tutte le novità: tasse pesanti su diesel, plastica e sigarette

Scontro M5s-Pd

Restano ancora diversi nodi da sciogliere. A quanto si apprende da fonti pentastellate, al centro del confronto in maggioranza ci sarebbero le imposte sulle schede ricaricabili Sim, la cancellazione retroattiva della detraibilità del 19% sull'Irpef e la volontà di rivedere quota 100. Tutte proposte, si sottolinea, che sarebbero state avanzate dal Pd e su cui il M5S invece non avrebbe alcuna intenzione di indietreggiare.

Dal canto loro, i dem fanno sapere che il braccio di ferro sul cuneo fiscale nasce dal fatto che i grillini pur di salvare quota 100 sarebbero pronti a non tagliare le tasse sul lavoro, facendo saltare l'aumento degli stipendi. "All'intervento per i lavoratori noi non riunciamo", sottolineano dal Pd. 

Questa mattina il premier Giuseppe Conte sottolineava come la maggioranza fosse compatta: ieri c'era "un ottimo clima di lavoro, ci stiamo "confrontando, non c'è nessun conflitto". E aggiungeva: "Stiamo lavorando ai dettagli, siamo in contatto con i tecnici del Mef". La tempistica? "Se ce la facciamo ci sarà il Cdm stasera, sennò domani".

Sindacati e pensioni

Nel pomeriggio, intanto, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo hanno incontrato al Mef il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, per fare il punto sulla legge di bilancio e in particolare sul taglio del cuneo fiscale. "Per il 2020 ci sono 3 miliardi di euro, che per il 2021 diventano 6", fanno sapere fonti sindacali a proposito delle cifre stanziate in manovra per la riduzione delle tasse sul lavoro. Nel corso dell'incontro, il governo avrebbe anche aperto a uno sblocco, seppure minimo, dell'indicizzazione delle pensioni. La rivalutazione sarebbe piena per gli assegni da 1.500 a 2.000 mila euro mensili.

La ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo rivolgendosi ai sindacati ha ribadito la volontà di arrivare, in modo "concertato", ad una riforma complessiva del sistema pensionistico per superare definitivamente la legge Fornero. Catalfo ha poi rimarcato l'intenzione di istituire una commissione sui lavori gravosi.

LE MISURE

Stop detrazioni fiscali

Una delle ipotesi sul tavolo riguarda le detrazioni fiscali che andrebbero a ridursi, fino ad azzerarsi, per i redditi sopra i 100-120mila euro. Si tratterebbe di una prima rimodulazione delle tax expenditures, un intervento "soft, molto selettivo e non retroattivo", sottolineano fonti di maggioranza. Anche se su questo punto sembra esserci divergenza tra M5s e Pd. Le nuove regole per gli sconti fiscali si applicherebbero a partire dalle spese del 2020, quindi con effetti sulle dichiarazioni dei redditi 2021.

Pagamenti elettronici, sconti per idraulico e ristorante

Cambia anche il meccanismo di 'cashback' immaginato per premiare chi fa acquisti con carte e bancomat: per incentivare la moneta elettronica ci sarebbe l'idea di introdurre una detrazione ad hoc (si riflette se al 10% o al 19% come gli altri sconti fiscali) su una serie di nuove spese, dall'idraulico al parrucchiere, al ristorante, di cui beneficerà solo chi fa pagamenti tracciabili. Si valuta anche l'ipotesi di legare tutte le attuali detrazioni (dai funerali allo sport dei figli) ai pagamenti elettronici.

 

image

Fondo famiglia

Nello specifico la dote del fondo per la famiglia potrebbe arrivare a 1,9 miliardi e aprirà la strada all'introduzione dell'assegno unico. Il fondo, trapela da fonti governative, sarà sicuramente istituito in manovra, ma è ancora in corso la discussione se far partire la misura integralmente subito o rinviarla al 2021 limitandosi nel 2020 a una spesa di 500 milioni. Il vice ministro delle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri annuncia un'altra novità: "In questa legge di bilancio metteremo un miliardo di euro per il Piano case, di cui quasi 250 milioni vanno alla Sicilia e molti interventi sono comunque nel meridione".

Quota 100

Secondo alcune fonti, non c'è ancora un'intesa su "quota 100" dopo che ieri più volte e su più livelli i renziani di Italia Viva (prima Marattin e poi Bellanova al tavolo) ne hanno riproposto l'abolizione. Ed è proprio questo uno dei nodi che ha portato al rinvio del Cdm di stasera. Netta la posizione contraria di M5S. "Quota 100 non si tocca", ha spiegato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo. Sulla stessa linea Luigi Di Maio. "Il M5s non darà mai i voti per una legge di bilancio che elimina quota 100 e crea esodati", spiega il ministro degli Esteri dal Lussemburgo. Inoltre, "in parlamento non ci sono i voti per abolire quota 100. Questa, resterà una poco felice fantasia di Italia viva". 

Ma Renzi insiste:  "Quota 100 è pensato solo per chi ha già diritti. Togliere quella misura per destinare i soldi alle famiglie e allo stipendio dei lavoratori sarebbe giusto. E molto utile. Via quota 100, più risorse ai figli e ai salari", scrive il leader di IV sulla sua e-news. Di contro, i ministri del Pd fanno sapere di non aver mai chiesto l'abolizione della misura.

Ipotesi tassa sulla plastica

Contratto Pa

Fonti vicine al dossier riferiscono ceh per il rinnovo del contratto degli statali dovrebbero essere stanziati circa 900 milioni aggiuntivi per il prossimo biennio. Si tratta di risorse che si aggiungono ai quasi 1,8 miliardi già a bilancio per il periodo 2019-2021.

IL VERTICE DI IERI - Dal vertice di maggioranza di ieri notte, iniziato intorno alle 22 e durato poco più di tre ore, sono emerse già alcune indicazioni chiare: un taglio di tre miliardi di euro al cuneo fiscale, l'abolizione del superticket per le prestazioni specialistiche sanitarie già dal prossimo anno e rilancio del fondo famiglia