Giovedì 23 Maggio 2024

Variante Covid KP.2, è allerta negli Usa. “Buca i vaccini. Rischio nuova ondata in estate”

Sembrerebbe più resistente all’immunità acquisita da infezioni precedenti. Il virologo Pregliasco: “Mutazioni ogni 4-6 mesi. La soluzione? Ogni anno un vaccino nuovo”

Negli Usa preoccupa la variante KP.2 (foto di archivio)

Negli Usa preoccupa la variante KP.2 (foto di archivio)

Roma, 4 maggio 2024 – E’ allerta negli Usa per la circolazione della nuova variante KP.2, figlia della ormai nota JN.1 che ha surclassato. Infatti l’ultima è una variante ‘rinforzata’ di Covid, attualmente responsabile di un’infezione su 4, e le cui caratteristiche richiedono attenzione, come sottolineano dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie. Questo perché “avrebbe una mutazione della proteina Spike, che il visus SarsCoV2 utilizza per agganciarsi alle cellule, ma soprattutto sembrerebbe non rispondere alle versioni aggiornate dei vaccini”. Negli Usa si teme già il peggio, ovvero l’arrivo di una nuova ondata di Covid in estate.

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“Abbiamo una popolazione in cui l'immunità al virus è scemata e ciò aumenta la vulnerabilità collettiva a nuove infezioni del virus SarsCoV2”, ha osservato Thomas A. Russo, responsabile del Dipartimento di Malattie infettive della Jacobs School of Medicine dell' università di Buffalo. “Se guardo nella mia sfera di cristallo – ha aggiunto – direi che, considerando i vari fattori in gioco con la nuova mutazione, avremo probabilmente una nuova ondata o comunque un aumento dei casi e dei ricoveri questa estate”.

Uno studio realizzato ad Harvard e non ancora pubblicato, mostrerebbe inoltre non solo che gli ultimi vaccini non proteggerebbero contro la KP.2, ma che quest'ultima variante sarebbe più resistente all'immunità acquisita da infezioni precedenti.

I dati dei contagi all’estero 

Secondo gli ultimi dati dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), è ormai responsabile di un'infezione su 4 (24,9% contro il 22% da JN.1). "La diffusione è stata rapida" e la percentuale di contagi da nuova variante "ha raggiunto il 20% nel Regno Unito all'inizio di aprile", suggerendo che ha i numeri per "diventare predominante a livello globale". Lo spiegano gli autori di uno studio preliminare pubblicato sulla piattaforma pre-print 'bioRxiv', che indica come KP.2 sia "più trasmissibile e immunoevasiva" di JN.1. "La rapida comparsa e diversificazione della variante JN.1 e della sua discendente KP.2, che mostra mutazioni significative nella struttura della proteina Spike e una maggiore resistenza ai vaccini esistenti, sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per comprendere le “implicazioni per la salute pubblica e lo sviluppo di vaccini", affermano gli scienziati americani.

Il virologo Pregliasco: “La soluzione? Ogni anno un vaccino nuovo”

"La variabilità del virus di Covid è ormai evidente – spiega Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università Statale di Milano –. La sua capacità di sviluppare nuove varianti significativamente diverse dal punto di vista antigenico nell'arco di 4-6 mesi evidenzia l'opportunità, ad oggi, di utilizzare un approccio vaccinale simile a quello che già da anni si adotta per l'influenza. In altre parole, anche il vaccino contro Covid-19 cambierà ogni anno”.