Manovra, ridotte o azzerate le commissioni Pos per piccoli importi (Lapresse)
Manovra, ridotte o azzerate le commissioni Pos per piccoli importi (Lapresse)

Roma, 14 ottobre 2019 - Sterilizzazione dell’Iva e taglio del cuneo fiscale per i lavoratori: sono questi i due elementi portanti della legge di bilancio in Consiglio dei ministri. Complessivamente è una manovra da quasi 30 miliardi, di cui 23 serviranno a sterilizzare le clausole di salvaguardia, ovvero l’aumento di accise della benzina e Iva che scatta, per semplificare, se lo Stato non rispetta i patti con l’Unione europea. Il quadro presenta ancora diverse criticità, a partire dal nodo delle coperture. 
 
Stando alla Nota di aggiornamento del Def, infatti, 14,4 miliardi di misure saranno finanziate in deficit, con la flessibilità che ci dovrebbe concederci Bruxelles (innalzamento da 1,4% a 2,2% del rapporto deficit/Pil), 7,2 miliardi dovrebbero arrivare dalla lotta all’evasione (ma nel decreto fiscale si prevedono 3 soli miliardi, il Mef sta lavorando per ‘pareggiare’ il conto), 2,8 miliardi dal gettito delle privatizzazioni di quote di società pubbliche e dalla vendita di immobili. 
 
E ancora 2 miliardi dalla proroga dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione di terreni e partecipazioni, 1,8 dalla spending review, dai tagli alla spesa pubblica, altri 1,8 dall’addio progressivo ai sussidi dannosi per l’ambiente (‘sconti’ sui carburanti per autotrazione e uso agricolo). 
 
Restano poi sul tavolo altre questioni, a partire dall’unificazione di Imu e Tasi, passando per la rimodulazione di quota 100 (l’obiettivo era risparmiare mandando in pensione più tardi di 3 mesi chi aveva i requisiti, ma la ministra Nunzia Catalfo ha assicurato che non sarà toccato nulla) e la revisione di alcune aliquote Iva, a cui una parte della maggioranza non ha ancora rinunciato, nonostante i diktat del Movimento 5 Stelle. Allo studio, infine, anche la detassazione degli aumenti retributivi stabiliti dai rinnovi di contratti nazionali a partire dal 2020. 

Cuneo fiscale, taglio da 2,7 miliardi

Il governo ha puntato 2,7 miliardi sul taglio del costo del lavoro. L’obiettivo è mettere in busta paga dei dipendenti sotto i 26mila euro di reddito lordo, in media 40 euro in più al mese, a partire da luglio. Nel 2021 e 2022, la posta sarà alzata a 5 miliardi l’anno. Ma i grillini, ieri, si sono impuntati, chiedendo più risorse per dare uno sconto Irpef anche alle imprese, compensando l’introduzione del salario unico

Lotta all'evasione, giro di vite sul cash

La stretta all’evasione passa dalla lotta al contante: saltate le penalizzazioni per chi lo usa, resta il bonus, una sorta di cashback di qualche punto percentuale sulla spesa, per chi paga con carte di credito e bancomat. Ridotte o azzerate le commissioni Pos per i piccoli importi. Inoltre, confermata la lotteria degli scontrini ‘parlanti’ (col codice fiscale dell’acquirente), con premi mensili e maxi-premio annuale

Digital tax, stangatina sui colossi

Dopo alcune false partenze, dal primo gennaio il governo intende inaugurare la stangatina sui ricavi dei colossi del web. Dovrebbe trattarsi di un prelievo del 3% sulle transazioni digitali relative a prestazioni di servizi effettuate tramite mezzi elettronici. L’obiettivo per l’erario è di incassare, a regime, circa 600mila euro ogni dodici mesi (il primo anno, però, gli incassi saranno di circa 150-190 milioni)

Gasolio per i camion, taglio ai sussidi

STRALCIATO dal Decreto clima, rispunta in manovra il taglio dei sussidi dannosi. Si tratta degli incentivi ai carburanti (in particolare al gasolio) attualmente in vigore per gli autotrasportatori e gli agricoltori. Una partita che a regime vale 19 miliardi e che, progressivamente, il ministro Costa ha promesso di azzerare. Ma non sarà facile, la contrarietà delle categorie colpite è forte 
 

Sanità, via il superticket (entro 3 anni)

Ci vorranno 3 anni per azzerare il super ticket, il balzello di 10 euro aggiunto dal 2011 al normale ticket sulle visite specialistiche. Il governo sta inoltre lavorando a una rimodulazione delle tariffe delle prestazioni sanitarie in base al reddito: chi ha di più, pagherà di più. Confermato, poi, l’aumento di 2 miliardi del Fondo Sanitario che viene ripartito tra le Regioni: la misura è stata apprezzata dai governatori

Iva e accise, aumenti sterilizzati

La sterilizzazione delle clausole di salvaguardia è cosa fatta: l’esecutivo spende circa 23 miliardi di euro per evitare l’aumento di accise e dell’Imposta sul valore aggiunto. Motivo di scontro nella maggioranza, però, è stata l’eventuale rimodulazione delle aliquote (al ribasso) su una serie di beni di largo consumo, con il ritocco (al rialzo) su alcune categorie di prodotti di lusso 

Flat tax, spuntano nuovi paletti

La Flat tax per i lavoratori autonomi resterà ‘mini’: alla conferma per le partite Iva con redditi sotto i 65mila euro l’anno (pur con qualche paletto in più per evitare abusi, è stato annunciato), si accompagna l’addio all’estensione per chi guadagna fino a 100mila euro nel 2020. Quest’ultimo provvedimento era stato previsto dall’esecutivo gialloverde, ma ora è arrivato lo stop

Quota 100, uscite più difficili

L’anticipo della pensione è uno dei nodi spinosi nella maggioranza. La misura terminerà comunque nel 2022, ma tra gli alleati c’è chi (in particolare Italia Viva) vorrebbe chiudere prima l’esperienza, o (come una parte del Pd) almeno diradare le uscite, allungando le finestre da 3 a 6 mesi per i dipendenti privati e da 6 a 9 mesi per quelli pubblici che hanno già maturato i requisiti