Il leader della Lega Matteo Salvini, 48 anni, manifesta contro lo Ius soli
Il leader della Lega Matteo Salvini, 48 anni, manifesta contro lo Ius soli
"Così parte male". Matteo Salvini un po’ se lo aspettava che Enrico Letta, nel suo discorso d’insediamento a segretario Pd, punzecchiasse la Lega. Ma un ingresso a gamba tesa così duro nel fragile tessuto connettivo della maggioranza di governo, non lo aveva affatto previsto. E se nulla ci ha trovato di sbagliato il Capitano su alcune proposte qualificanti di Letta, dal voto ai sedicenni alla partecipazione azionaria dei lavoratori nelle imprese, fino alla riforma contro il trasformismo dei cambi di casacca in Parlamento, sul ritorno dello Ius soli è sbottato: "Così parte male, non perdiamo tempo in cavolate!". Pd, Letta eletto segretario: 860 sì, 2 contrari e 4 astenuti Quel passaggio del discorso di...

"Così parte male". Matteo Salvini un po’ se lo aspettava che Enrico Letta, nel suo discorso d’insediamento a segretario Pd, punzecchiasse la Lega. Ma un ingresso a gamba tesa così duro nel fragile tessuto connettivo della maggioranza di governo, non lo aveva affatto previsto. E se nulla ci ha trovato di sbagliato il Capitano su alcune proposte qualificanti di Letta, dal voto ai sedicenni alla partecipazione azionaria dei lavoratori nelle imprese, fino alla riforma contro il trasformismo dei cambi di casacca in Parlamento, sul ritorno dello Ius soli è sbottato: "Così parte male, non perdiamo tempo in cavolate!".

Pd, Letta eletto segretario: 860 sì, 2 contrari e 4 astenuti

Quel passaggio del discorso di Letta ha infatti suscitato entusiasmo nel centrosinistra (Leu) e nel M5s, ma a destra hanno capito con chiarezza che la futura azione politica dei dem nel governo sarà sì la fedeltà a Draghi, ma anche quella di marcare un’identità ben distinta e distante da quella degli alleati di centrodestra su più fronti. Forse proprio a partire dalla battaglia per il riconoscimento della cittadinanza ai bambini stranieri nati in Italia, che nel centrodestra è vista da sempre come fortemente divisiva.

Letta ha dunque riaperto quel solco tra i partiti che prima sostenevano il Conte II (Pd, M5s e Leu, da una parte) e quelli che stavano all’opposizione (Lega e FI, dall’altra). "Letta e il Pd vogliono rilanciare lo Ius soli, la cittadinanza facile per gli immigrati? – ha chiosato Salvini – prima risolviamo i mille problemi che hanno gli italiani e gli stranieri regolari". Più soft, ma comunque contrariata rispetto all’ipotesi, la reazione di Forza Italia. "Voler rilanciare lo ius soli durante il governo Draghi è a mio parere un errore – commentava la capogruppo azzurra al Senato, Anna Maria Bernini – dobbiamo concentrare ogni sforzo sulle emergenze sanitaria, economica e sociale e lo Ius soli non rientra sicuramente fra queste".

Per quanto riguarda il feeling con il nuovo segretario del Pd, in Forza Italia, in diversi non hanno potuto far a meno di ricordare che era Letta il premier in carica quando il Parlamento votò la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi e questo, senza dubbio, non è considerato un elemento a suo favore, nonostante la stretta parentela con un altro Letta importante per gli azzurri, lo zio Gianni.

Dall’opposizione, poi, si è alzata anche la voce sferzante di Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fd’I: "La prima proposta di Letta segretario per aiutare gli italiani è lo Ius soli per gli immigrati; delle volte è meglio lasciare all’estero i cervelli in fuga". Più pacata, ma solo in apparenza, la reazione della presidente di FdI, Giorgia Meloni: "Fd’I è e rimarrà una forza politica alternativa alla sinistra, ma il rispetto per l’avversario costituirà sempre uno dei capisaldi del nostro impegno. Con gli italiani in ginocchio, famiglie e imprese spaventati, le priorità sono queste...", ha poi ironizzato con chi le chiede ancora "perché Fd’I non governa con questa gente…".

C’è comunque chi sostiene che Letta, con lo Ius soli, abbia voluto parlare soprattutto ai suoi. E che dunque questa prima scossa non avrà impatti significativi sul governo e sulla tenuta della maggioranza. Per i grillini, d’altra parte, l’importante era incassare la conferma dell’alleanza con il Pd – cosa avvenuta – mentre si è notata la cautela di Italia Viva, il partito di Renzi, con il quale i rapporti sono rimasti assai tesi. "Se la strada sarà il riformismo – ha commentato il presidente di Iv Ettore Rosato – riusciremo a fare la strada insieme".