Roma, 15 novembre 2017 - Via libera definitivo dell'Aula della Camera alla legge che introduce nell'ordinamento italiano il cosiddetto 'whistleblowing'. D'ora in poi il dipendente pubblico che segnali, nell'interesse dell'integrità della pubblica amministrazione, al responsabile della corruzione e della trasparenza del suo ufficio, all'Anac o all'autorità giudiziaria condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza non potrà essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito, mobbizzato in alcun modo e comunque subire ritorsioni. Non solo, la tutela si estende anche ai dipendenti delle aziende private.

COSA PREVEDE LA NUOVA LEGGE - Il testo, approvato a Montecitorio con il voto contrario di Fi e Direzione Italia, integra e amplia l'attuale disciplina prevista dalla legge Severino. Ecco in sintesi le princilai novità:

-  Atti discriminatori nulli. La nuova norma prevede il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento e la nullità di ogni atto discriminatorio o ritorsivo. Inoltre è previsto il risarcimento del danno subito e il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dalla data di licenziamento a quella di reintegrazione. 

- Segretezza dell'identità. Viene sancito il divieto di rivelare l'identità di chi segnala l'illecito, oltre che nel procedimento disciplinare, anche in quello penale e contabile. Non sono tuttavia ammesse segnalazioni anonime.

- Sanzioni a carico dell'ente. Se l'Anac accerterà l'adozione di misure discriminatorie nei confronti del dipendente che denuncia, potrà irrogare una sanzione a carico del responsabile da 5.000 a 30.000 euro. E una sanzione da 10.000 a 50.000 euro è prevista se l'Anac rilevi il mancato svolgimento di attività di verifica e analisi delle segnalazioni ricevute da parte dei soggetti responsabili. 

- Clausola anti-calunnie. Ogni tutela salta nel caso di condanna del segnalante in sede penale (anche in primo grado) per calunnia, diffamazione o altri reati commessi con la denuncia o quando sia accertata la sua responsabilità civile per dolo o colpa grave.

REAZIONI - Soddisfatta la presidente della Camera, Laura Boldrini, che definisce le norme come "un altro rilevante passo avanti del Parlamento nella lotta all'illegalità e in favore della trasparenza", considerando "importante che il provvedimento abbia raccolto un larghissimo consenso tra le forze politiche, andando oltre le usuali contrapposizioni tra maggioranza e opposizione". Norme che, secondo il ministro Anna Finocchiaro "rappresentano un esempio evidente di come il Parlamento e, di concerto, il Governo vogliano promuovere la legalità nei luoghi di lavoro e proteggere chi subisce ingiustizie". "Abbiamo vinto!", esulta Beppe Grillo sul suo blog, mentre il presidente dell'Anac Raffaele Cantone ritiene quella sul whistleblowing "una norma di civiltà", perchè "chi segnala illeciti di cui è venuto a conoscenza sul luogo di lavoro non può essere lasciato solo".