DUNQUE, siamo alla tolleranza zero. Bene. Lo ha detto il ministro Alfano, e questa linea è certamente condivisibile. Semmai resta un dubbio, un interrogativo: che fino ad ora c’è stato una sorta di effetto serra nell’applicazione delle leggi, per cui la tolleranza è salita abbondantemente sopra lo zero. Non perché lo sballo sia stato incoraggiato e in pratica legalizzato, ovviamente. Ma perché è impossibile controllare ogni locale. E perché alla fine ci si abitua a tutto. Anche al fatto che certi luoghi di ritrovo,di divertimento, quelli che una volta si chiamavano sale da ballo, siano in realtà delle fabbriche da sballo. In cui pochi ballano, e molti sballano. Se non con l’ecstasy, con le birre, con i soft drink, che dopo una decina di bicchieri tanto soft non sono più, con i 120 decibel della musica, roba che rintrona il cervello più di una pasticca. Tutto regolare? A quanto pare sì. Come gli spacciatori, dentro e fuori le discoteche. Più fuori, certo. Anche perché agli ingressi ci sono quegli omoni vestiti di nero con l’auricolare collegato probabilmente a Isoradio, ma che con quell’aria truce sembrano la scorta di Obama, e danno l’idea che da lì in poi si entri nel regno inflessibile del diritto. Invece, il ministro ci ha spiegato che le cose non stanno proprio così. Almeno fino ad ora.

POI QUALCUNO ci spiegherà anche come mai il dipartimento anti droga istituito presso la Presidenza del Consiglio, sia di fatto diventato una scatola vuota. Forse abbiamo risolto il problema, sconfitto i narcos? Forse il sabato sera non si muore più per strada, o come Lamberto sul pavimento del Cocoricò? Qualcuno ci spiegherà come non si sia riusciti a regolare gli orari di chiusura, la soglia dei decibel, la somministrazione di bevande.

E quando diciamo regolare, parliamo in modo serio, e non all’acqua di rose come oggi. Dice che da vent’anni la lobby delle discoteche blocca ogni ipotesi repressiva. Può darsi. Guarda cosa succede con i taxi quando si prova ad allargare le licenze. Ma la lobby della vita non vince mai? Alfano promette che adesso le cose cambieranno. Immolato il Cocoricò, chiuso un altro paio di locali, finita l’estate con qualche disoccupato in più e con qualche pusher che ha fatto trasloco, che succederà? Tolleranza zero. Speriamo. Con il dubbio, quasi la certezza, che con l’autunno il clima cambi. E vinca ancora l’effetto serra.