Napoli, 13 ottobre 2019 - Alla due giorni di festa per i 10 anni del M5S, oggi è la volta di Virginia Raggi. L'arrivo della sindaca di Roma, però, ha scatenato un notevole parapiglia tra militanti e giornalisti. La Raggi, al suo ingresso a 'Italia 5 Stelle', è stata subito circondata - come si usa - da decine di giornalisti e attivisti, con i secondi che tentavano di impedire ai primi di fare domande. 
"Fatemi parlare un minuto con i cronisti, poi vengo a salutarvi", ha detto la prima cittadina della Capitale tentando di sdrammatizzare.

Ma la situazione è precipitata all'arrivo di Filippo Roma de Le Iene, accolto da un coro di "Venduto, venduto" da parte degli attivisti. A quel punto la sicurezza ha scelto di portare la Raggi nel retropalco per evitare che la situazione peggiorasse. Lei minimizza e spiega: "I militanti hanno solo voglia di stare con noi e sanno che i giornalisti possono parlarci sempre. Mi spiace molto per quanto accaduto, credo che dobbiamo imparare a gestire meglio i tempi, ritagliando degli spazi per tutti. Siamo in un clima tranquillo".

Forse per dare coraggio alla sindaca, al termine dell'intervento della Raggi sul palco è salito a sorpresa Beppe Grillo che, dopo un abbraccio, ha invitato i militanti così: "Fate un applauso alla nostra guerriera". Dopo il palco, Raggi ha avuto un lungo colloquio con lo stesso Grillo e Roberto Fico.

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La 'Iena' Filippo Roma: volevano linciarmi

 "E' stato tentativo di linciaggio, di manzoniana memoria direi", racconta l'inviato delle Iene Filippo Roma. Circondato e aggredito da un gruppo di attivisti, allontanati solo grazie all'intervento degli agenti della Digos, spiega: "Appena mi hanno visto sono impazziti. Mi hanno urlato 'bastardo', 'figlio di put...', 'venduto'. So bene che gli attivisti e i simpatizzanti del Movimento da sempre mi odiano per le inchieste che ho fatto sui Cinque Stelle, una su tutte quella delle false firme. Dimenticano, però, come tante altre ne abbia fatte su membri del Partito democratico o di Forza Italia e pensano sia un venduto al soldo di Berlusconi".

E continua: "Se non fosse intervenuta la polizia a salvarmi, non sarei qui a raccontarla. Ero circondato da 100 persone, chi si faceva sotto con pugni, colpendo anche il cameraman, chi urlava insulti pesanti. E' stato davvero incredibile, io sto bene, solo un cazzotto mi ha sfiorato. Sapevo di non essere simpatico agli attivisti, ma non immaginavo a tal punto. Avevano gli occhi venati di odio, nella storia politica italiana non c'è mai stato questo atteggiamento, neanche nei momenti più bui".

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Di Maio: via superticket entro metà 2020

"Il M5S sarà sempre l'ago della bilancia di ogni governo, saremo sempre in Parlamento, per noi è difficile tornare indietro - afferma dal palco il capo politico Luigi Di Maio - Avervi ieri tutti sul palco è stata la migliore risposta alle scissioni di cui parlano i giornali". 

Dal punto di vista politico, il ministro degli Esteri, dopo aver omaggiato Hevrin Khalaf, l'attivista curda trucidata in Siria, punta sulle promesse: "Il superticket, una delle nostre battaglie nella legge di bilancio, a inizio 2020 o al massimo entro la metà del 2020 deve sparire per le famiglie".
E ancora: "Sul carcere ai grandi evasori, vedrete che diranno che vogliamo mandarli tutti in galera. Quando qualcosa non va bene utilizzano sempre lo strumento del terrorizzare: ma se uno ha emesso fatture false per oltre 100mila euro do una multa di 40-50 mila euro lui sta sempre in attivo, se evade per un milione di euro ancora di più. Non si dica che è una misura contro i commercianti: possiamo colpire i grandi evasori con due modi, il primo è la galera il secondo è la confisca, 'ovvero mi prendo ciò che hai preso'". 

Alleanza col Pd? No, patti civili

Su tutti, tiene banco il tema dell'alleanza col Pd. "Quella umbra non è un'alleanza - spiega Di Maio - Molti mi dicono 'Luigi ma allora non possiamo parlare più male del Pd?' E io dico 'tu puoi farlo, ma sei sicuro che serva ancora parlare male degli altri?'. Noi non proponiamo alleanze regionali con il Pd, noi al massimo proporremo altri patti civili, per liberare le Regioni dalle correnti, dai partiti". 

Anche Roberto Fico spiega la sua posizione: "Ogni Regione è diversa, ci sono questioni in Campania che non ci sono in Umbria. Sono assolutamente favorevole all'accordo in Umbria. Ho visto maturità nel M5S e nel Pd, scegliendo una coalizione civica, un esponente della società civile come candidato. Un passo indietro per far fare un passo avanti ai cittadini in un momento di difficoltà".

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