Martedì 28 Maggio 2024
ELENA G. POLIDORI
Politica

Caso Scurati, scontro tra i vertici Rai. Il diktat della premier: "Soluzione entro il 25 aprile"

Nel mirino Paolo Corsini, alla guida della struttura Approfondimento. Della vicenda si parlerà in commissione di Vigilanza l’8 maggio

Il caso Scurati. Scontro tra i vertici Rai. Il diktat della premier:: "Soluzione entro il 25 aprile"

Il caso Scurati. Scontro tra i vertici Rai. Il diktat della premier:: "Soluzione entro il 25 aprile"

Vertici Rai ai ferri corti sul caso Scurati che ieri ha tenuto l’ad, Roberto Sergio, impegnato in colloqui con i protagonisti della vicenda. Sergio, che ha chiesto "un’istruttoria approfondita" sui fatti che hanno fatto gridare alla censura del servizio pubblico tv dopo la mancata messa in onda di un intervento dello scrittore di M durante la trasmissione di Raitre condotta da Serena Bortone, sembra intenzionato a chiedere l’avvicendamento alla guida della struttura Rai Approfondimento, diretta dal meloniano Paolo Corsini, che da più parti viene ritenuto responsabile del "pasticcio comunicativo" seguito alla cancellazione dell’intervento di Scurati.

Secondo ricostruzioni di stampa, ma anche di indiscrezioni interne Rai, la premier Giorgia Meloni, una volta esploso il caso, avrebbe chiamato direttamente Corsini per chiedere conto della vicenda, ricevendo spiegazioni sull’aspetto economico del compenso allo scrittore che l’avrebbero convinta del buon operato del dirigente Rai (lei stessa, sui social, ha puntato sui 1800 euro di compenso per Scurati), ma poi sarebbe arrivata la doccia fredda dell’annullamento dovuto a "motivi editoriali", svelato da fonti stampa, che hanno fatto "infuriare Meloni" (questo si racconta nei corridoi di viale Mazzini), fino al punto da farle alzare il telefono con Giampaolo Rossi, prossimo ad dell’azienda, chiedendo che la Rai trovi "una soluzione al caso prima del 25 aprile".

E la soluzione, Sergio l’avrebbe trovata con la sostituzione di Corsini, reo – secondo la vulgata Rai – di quell’"eccesso di zelo" che ha fatto diventare il caso un boomerang contro l’azienda e contro la stessa Meloni. Rossi è invece andato in soccorso di Corsini, sostenendo, in una nota, che "la narrazione di una Rai che censura è del tutto priva di fondamento, siamo invece davanti all’ennesimo tentativo di aggressione nei confronti della Rai, attendiamo la fine dell’istruttoria in corso", ma qualche testa è destinata comunque a rotolare. Sul quando, si vedrà. Anche perché del caso si parlerà senz’altro anche in Vigilanza Rai.

Ieri la presidente della Commissione di San Macuto, Barbara Floridia, ha annunciato che "i vertici Rai verranno convocati in commissione di Vigilanza il prossimo 8 maggio", ma ha anche chiarito che si tratta di una convocazione già prevista da tempo, dunque nessuna emergenza. Si stanno invece accelerando i tempi per il rinnovo del cda Rai che Meloni vorrebbe portare a casa prima delle elezioni europee, mentre le nomine saranno fatte dopo, quando sarà chiaro il peso di ciascun partito della maggioranza, in particolare della Lega. Ieri, in Parlamento, sono stati resi noti i nomi del candidati al cda, 70 nomi alla Camera e 51 al Senato, tra cui spiccano Gianni Minoli e Antonio Di Bella, ma quel che è certo è che si assisterà a molte riconferme, tra cui Simona Agnes, destinata alla presidenza del cda mentre tra Sergio e Rossi ci dovrebbe essere una staffetta nelle rispettive poltrone.

E visto il "successo" avuto dalla presunta censura a Scurati, con il suo testo riletto e pubblicato in ogni occasione possibile, emergono altri casi simili, tutti legati alla trasmissione condotta su Raitre da Serena Bortone. Si tratterebbe di due distinte “censure“ entrambe verso due scrittrici, Nadia Terranova e Jennifer Guerra. Entrambe hanno svelato di essere state contattate per la scrittura di un monologo, basato su fatti di cronaca, che loro stesse avrebbero poi dovuto leggere in trasmissione, ma "inspiegabilmente" la loro partecipazione è poi saltata all’ultimo minuto.