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5 giu 2022

Guerra, giustizia, lavoro ed elezioni. Su questi punti Draghi rischia davvero?

Salvini, Letta e Conte archiviano le larghe intese, ma l’esecutivo dovrà tenere almeno altri nove mesi. Dal referendum alla riforma Cartabia, fino al voto sugli aiuti all’Ucraina, il futuro è sull’ottovolante

5 giu 2022
ettore maria colombo
Politica
Da sinistra, Enrico Letta (55 anni), Giuseppe conte (57 anni) e Matteo Salvini (49 anni)
Da sinistra, Enrico Letta, Giuseppe Conte e Matteo Salvini (ImagoEconomica)
Da sinistra, Enrico Letta (55 anni), Giuseppe conte (57 anni) e Matteo Salvini (49 anni)
Da sinistra, Enrico Letta, Giuseppe Conte e Matteo Salvini (ImagoEconomica)

Roma, 6 giugno 2022 - "Basta con le larghe intese". Le dichiarazioni di Enrico Letta e Matteo Salvini sono speculari ma, nella loro ovvietà, hanno un suono sinistro perché denotano l’insofferenza, sempre più accentuata, di Lega e Pd a governare insieme. Considerando che la scadenza naturale della legislatura è fissata a marzo 2023, ma che si parla di urne convocate all’ultima data utile, maggio 2023, vuol dire che l’attuale maggioranza di governo deve stare insieme, a forza, altri 9/11 mesi. Politicamente è un tempo infinito. C’è chi dubita che il quadro politico regga. Il Capo dello Stato farà di tutto per tenere assieme una maggioranza tanto larga quanto litigiosa, nessuno ritiene plausibile che, dopo tre governi così diversi (Conte I, gialloverde, Conte II, giallorossi, Draghi, tecnico) ne possa nascere un altro. Ma dove, come, quando il governo può soccombere? Il voto sulle armi La vera prova del nove è fissata il 21 giugno. Draghi prenderà la parola davanti alle Camere in vista del Consiglio europeo del 22-23 giugno. È ammessa la presentazione di mozioni presentate dai gruppi e quella annunciata dal M5s sarà: basta con l’invio di nuove armi all’Ucraina, spazio solo alla via diplomatica. La mozione può trovare il sì della Lega e di LeU. Se non si troverà un testo di compromesso con gli altri partiti ‘atlantisti’ (Pd e FI, Iv e centristi), la maggioranza non esisterebbe più. Referendum e amministrative Prima, però, si terrà l’ election day che abbina i 5 referendum sulla giustizia a elezioni comunali in quasi mille comuni. Sui referendum è plausibile immaginare il fallimento del quorum (e la sconfitta della Lega che li ha promossi), ma la riforma della giustizia a sta per essere approvata. Tamponerà alcune delle falle aperte. I risultati elettorali serviranno a indicare la forza dei partiti. Cosa succederà, nel centrodestra, se ...

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