Roma, 7 giugno 2018 - "Avete la mia parola qui a Confcommercio che l'Iva non aumenterà e le clausole di salvaguardia saranno disinnescate". La promessa arriva dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio, all'assemblea di Confcommercio, proprio per tranquillizzare i commercianti. "La ricetta per fare decollare le imprese che creano lavoro, sviluppo, nuove tecnologie nella loro crescita è lasciarle in pace", aggiunge il vicepremier, che fa una "preghiera al Parlamento: prima di tutto alleggerite un po' le leggi che ci sono perché ce ne sono già troppe".

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SANGALLI - Le parole di di Maio arrivano dopo il discorso del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, che ha ripreso la battaglia per evitare le clausole di salvaguardia e l'aumento dell'Iva. "Sull'Iva non si tratta e non si baratta!". Le chiamano "clausole di salvaguardia". Ma, cari amici, dice: "La vera salvaguardia per imprese e cittadini è difendere i loro redditi, il potere d'acquisto, la competitività diffusa delle imprese". Il "contratto di governo per il cambiamento", riprende Sangalli, "dovrà ora misurarsi con il banco di prova della tenuta dei conti pubblici. Flessibilità di bilancio, contenimento della spesa pubblica improduttiva, recupero di evasione ed elusione sono oggi, del resto, condizioni necessarie per il blocco degli aumenti Iva. Dopo una campagna elettorale all'insegna di "meno tasse per tutti", gli aumenti Iva pari nel 2019 a circa 200 euro a testa per ogni italiano, finirebbero per essere una beffa, oltre che la fine certa delle già modesta prospettiva di ripresa".

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BOCCIA - Esulta il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. "Sull'aumento dell'Iva il ministro Di Maio è stato chiaro, non aumenterà. La notizia è stata accolta dall'entusiasmo degli amici di Confindustria e anche noi siamo in linea", ha detto Boccia a margine dell'assemblea di Confcommercio.

"ABOLIRE SPESOMETRO E SPLYT PAYMENT" - Di Maio ha anche parlato della necessità di "abolire" tutti gli strumenti anti-evasione come lo spesometro, lo split payment, gli studi di settori. "Sono tutti strumenti che dovevano servire a punire i disonesti e ad aiutare gli onesti ma che hanno reso schiavo chi crea valore in Italia e le tasse le ha sempre pagate", ha aggiunto Di Maio. "Inseriremo l'inversione dell'onere della prova - ha detto -. Perché siete tutti onesti ed è onere dello Stato provare il contrario".

INFRASTRUTTURE - E riguardo alle Infrastrutture il vicepremier ha ribadito: "Quando parliamo di turismo parliamo di infrastrutture, in cui alcune regioni strategiche neanche ce ne sono, in altre ci sono luoghi bellissimi e neanche un treno che porta i turisti fino a lì. Chi sta raccontando l'idea che questo sia il governo del no alle infrastrutture sbaglia"

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SOPPRESSIONE VOUCHER - Sangalli invece è tornato sull'eliminazione dei voucher. "Ci sembra utile quella proposta che abbiamo letto nel contratto di governo, di introdurre un apposito 'strumento' digitale, semplice e chiaro, che sopperisca all'eliminazione dei voucher. Sui voucher, abbiamo ripetuto che gli abusi non hanno fatto certo bene. Ma un conto è riformare, un conto è sopprimere, perché si rischia di alimentare il lavoro sommerso. Un'eliminazione che non abbiamo capito, e continuiamo a non capire". Queste le parole del presidente di Confcommercio.