Di Maio, Conte, Salvini e Tria (Ansa)
Di Maio, Conte, Salvini e Tria (Ansa)

Roma, 21 maggio 2019 - Consiglio dei ministri rinviato ieri assieme ai dl sicurezza e famiglia rispettivamente voluti da Lega e Movimento 5 Stelle. Ieri il premier Conte durante il Cdm aveva fatto sapere che sul dl sicurezza bis il “Colle aveva segnalato delle criticità”. Mentre sul decreto famiglia oggi è stato il ministro dell'Economia Giovanni Tria a spiegare i motivi del rinvio: le coperture "non sono state individuate al momento" ha detto. Il Cdm di ieri durato fino a mezzanotte e mezza circa è stato descritto da fonti leghiste come molto animato. Così oggi a gettare acqua sul fuoco è stato direttamente il premier Conte: “Non mi sento affatto sfiduciato. Nessuna crisi, nessuna rissa, abbiamo affrontato i temi all'ordine del giorno e ci siamo aggiornati”. Ma il vicepremier Salvini insiste: “Sono 17 articoli, limati ieri notte. Il decreto è pronto, io sono pronto. Conto di approvarlo domani in Cdm”. E Di Maio attacca: “Dopo lo scontro col Papa, la Lega adesso vuole lo scontro col Colle? Il Carroccio chiede voti per le europee o per aprire la crisi di governo?”.

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CONTE - “Voi vedete crisi dietro ogni angolo, in ogni discussione. Ieri siamo entrati in Consiglio dei ministri molto serenamente. Abbiamo affrontato i temi all'ordine del giorno e ci siamo aggiornati. Nessuna crisi, nessun diverbio". Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando a margine del Festival dello Sviluppo sostenibile. "Qualche giornale - sottolinea Conte - rappresenta oggi che si sarebbe sfiorata la rissa, cosa del genere: vi assicuro, nulla di tutto questo". Ad ogni modo, ha sottolineato, "non mi sento affatto sfiduciato" dalla Lega o da Giorgetti. “Semplicemente ieri ho detto che non dobbiamo leggere sui giornali o sui social affermazioni che sono un po' improprie, se ci sono rilievi o delle perplessità si affrontano nelle sedi opportune, non sui social o altrove". E alla domanda se Salvini e Di Maio continueranno a litigare dopo le elezioni? Il premier risponde: “Lo escludo, perché si tratta di una dialettica elettorale”.

Infine un passaggio sul dl sicurezza Bis. "Quando si tratta di un decreto, dobbiamo rispettare il ruolo del Capo dello Stato – dice Conte -. C'è un vaglio della presidenza della Repubblica anche più incisivo rispetto a un provvedimento ordinario. Stiamo parlando di una decretazione d'urgenza, quindi è normale raccogliere tutte le valutazioni del presidente Mattarella". "È un decreto complesso - ha proseguito - che presenta vari profili, che vanno ancora approfonditi. Non vorrei che fosse trascurato il fatto che il decreto è stato portato all'ordine del giorno del Cdm per l'avvio dell'esame, non per l'approvazione. Quello che è successo è normale ed è stato anticipato dalle premesse, con la consapevolezza che andava approfondito e ci siamo aggiornati".

SALVINI - Il leader della Lega Matteo Salvini preme affinché il dl sicurezza bis venga approvato. "Domani conto di approvare il decreto sicurezza in consiglio dei ministri" ha detto affermando inoltre che "i rilievi del Quirinale possano essere superati". "Abbiamo risolto tutto – sostiene Salvini -. Ho lavorato fino a mezzanotte correggendo a mano quello che eventualmente poteva essere cambiato. Nel decreto ci sono 17 articoli che aiutano l'Italia e spero che nessuno si metta di traverso". E commentando le parole di Di Maio sul fatto sul fatto che “i rapporti con la Lega non sono come prima” dice "Io lavoro, non ascolto critiche, insulti, minacce".

DI MAIO – Il vicepremier e leader dei 5 Stelle Di Maio critica duramente la Lega. "Faccio una domanda alla Lega: domenica la Lega chiede voti per le europee o per aprire la crisi di Governo? Sono molto perplesso per gli attacchi a Giuseppe Conte" ha affermato riferendosi alle dichiarazioni di Giancarlo Giorgetti sul presidente del Consiglio. Di Maio, in linea di massima, ha escluso una revisione del Contratto di Governo, ma ha aggiunto: "L'attacco di ieri o è gratuito o è strategico, e qualcosa non ci stanno dicendo. Io penso che dobbiamo andare avanti con questa squadra".

E sul decreto sicurezza “ci sono dubbi del Quirinale, penso che con le interlocuzioni si possano risolvere i dubbi e andare avanti. Dopo che la Lega ha aperto lo scontro con il Papa, con il segretario della Cei, adesso ci manca solo lo scontro con il presidente della Repubblica e abbiamo fatto la collezione". Eancora "c'è un'interlocuzione tra palazzo Chigi e il Quirinale per eliminare i dubbi di costituzionalità. Finché non saranno eliminati dubbi di costituzionalità è inutile parlarne in Cdm, ma spero si possa fare rapidamente".  Di sicuro, ha aggiunto Di Maio, non bastano i "2-3 milioni di euro per i rimpatri. Aspetto di leggere il testo, se dobbiamo fare un decreto bis è proprio perché c'è qualcosa che ci siamo dimenticati nel primo".

Poi un accenno ai rapporti con l'alleato di governo durante il forum ANSA: “I rapporti con la Lega non sono come prima. Va bene che attacchino me, perché abbiamo chiesto la rimozione di Siri ma una cosa che mi lascia perplesso è che ci sono attacchi al presidente del Consiglio”. “Un presidente del Consiglio che dopo 30 anni, non entra nella campagna elettorale, non ha detto una parola sulla campagna elettorale eppure è stato attaccato”, ha aggiunto.

Infine una stoccata al ministro dell'Economia Giovanni Tria dopo le affermazioni sul decreto famiglia. "Non ho intenzione di attaccare o rispondere" al ministro dell'Economia ma "il decreto famiglia è una priorità politica, i soldi ci sono, l'Inps ci dice che un miliardo quest'anno lo riusciamo a recuperare". "Per me quando si decide dove destinare i soldi è la politica che lo decide non i tecnici” ha aggiunto.

TRIA - Le coperture per il decreto famiglia "non sono state individuate al momento" e il provvedimento "è stato rinviato" ha detto il ministro dell'Economia Giovanni Tria ad Agorà su Raitre.  Riguardo le coperture, inoltre, "sapremo a fine anno e non adesso se si spenderà meno di quanto preventivato" per il reddito di cittadinanza ed "è chiaro come queste spese non si possano portare all'anno seguente".  Poi una critica agli 80 euro voluti da Renzi: "In una riforma fiscale gli 80 euro ovviamente vengono riassorbiti anche perché tecnicamente è stata una decisione sbagliata. E questo è noto. Anche il governo precedente tentava di cambiarla, poi non è riuscito".