Roma, 24 agosto 2019 - Il nodo di un ipotetico governo M5s-Pd è ora quello della scelta del premier. E, mentre Grillo preme per un ritorno di Giuseppe Conte, il segretario dem Nicola Zingaretti teme un ritorno dell'alleanza con la Lega e sottolinea che serve "un governo di svolta per rimarcare la discontinuità con l'esecutivo giallo-verde". I Cinque Stelle, dal canto loro,  insistono che il punto fondamentale resta il taglio dei parlamentari. 

E nel dibattito si inserisce lo stesso presidente del Consiglio dimissionario. "Non rinnego l'esperienza politica con la Lega, ma quella stagione politica è per me chiusa e non si potrà riaprire", dice Conte dal G7 di Biarritz. E ai cronisti che gli chiedono dell'ipotesi di un suo bis a Palazzo Chigi, risponde: "Non credo che sia una questione di persone ma di programmi: posso augurarmi per il bene del Paese che i leader che stanno lavorando per dare prospettive all'Italia lo facciano intensamente e bene. Alcuni temi li ho espressi al Senato".

Zingaretti: spero no doppio forno

"Noi crediamo che sia importante aprire con tutte le nostre forze una nuova fase politica, è necessario dare vita ad un governo di svolta, per il lavoro, per la crescita, che affronti la situazione politica con un nuovo modello per aprire una nuova stagione. Per questo abbiamo chiesto un governo in discontinuità con quello che ci ha visto tra gli oppositori", ha ribadito stamani Zingaretti. "Per quanto riguarda i punti programmatici presentati dalle controparti siamo disponibili e aperti ad ogni tipo di confronto - ha aggiunto - il Nazareno è aperto continueremo a lavorare per cercare di aprire una nuova stagione politica".

Ma la paura del segretario dem è che i 5 Stelle portino avanti una doppia trattativa con la Lega, per arrivare anche a un nuovo accordo con gli ex alleati. "Io mi auguro che non esista dopo tutto quello che è successo l'ipotesi di un doppio forno, e ho fiducia che non sia così, perché altrimenti sarebbe una cosa molto grave dal punto di vista della trasparenza della politica", dice Zingaretti.

E ancora: "Io sono sempre ottimista, credo che questa fase però vada fatta ascoltando e rispettandoci l'uno con l'altro". Intanto domani alle 15 si riuniranno i sei tavoli di lavoro per il programma sui dossier da portare al confronto con il M5S, secondo quanto fa sapere il coordinatore della segreteria Andrea Martella.

Orlando: confronto sia senza furbizie

E' l'auspicio anche di Orlando, che scrive su Twitter: "L'altro ieri c'erano i 10 punti tassativi. Ieri alle 14 il taglio dei parlamentari. Alle 21 Conte o morte (questione non posta alle 14). Così è molto complicato.....Un confronto serio, ordinato e senza furbizie è l'unica via per dare un governo al Paese".

Marcucci: un governo è possibile

"Ieri con la delegazione del M5S abbiamo stabilito un percorso per arrivare a un accordo di governo serio e responsabile. Il confronto va avanti esattamente nelle modalità stabilite. Siamo convinti che, senza ultimatum e senza veti, riusciremo a dare un governo al Paese", dice il senatore Andrea Marcucci. Il capogruppo dem di Palazzo Madama vede poi con favore le dichiarazioni di Conte. "Le sue parole aiutano a fare chiarezza. Bene che l'esperienza con la Lega sia finita e non ripetibile. Accolgo il suo invito a lavorare ad un progetto riformatore e a non fermarsi sui nomi".