Parigi, 24 agosto 2019 - Le spiagge di Biarritz, normalmente popolate di bagnanti abbronzati e surfisti scatenati, sono off limits in queste ore, presidiate da un cordone forte di 13mila agenti qui schierati per l’apertura del vertice internazionale del G7. I big della politica mondiale si sono dati appuntamento qui per discutere di Amazzonia e dazi commerciali e per tentare di ricomporre il domino delle ingerenze tra superpotenze. L’immagine rassicurante, stile cartolina, l’hanno confezionata Donald Trump ed Emmanuel Macron, a pranzo davanti al mare. Sono tanti gli argomenti spinosi che arrovellano i Sette Grandi, a cominciare dalla guerra commerciale, che Trump minaccia ora di far dilagare fino a toccare i celebrati vini francesi, per arrivare alle misure per rallentare i cambiamenti climatici. Sul piano dell’ordine pubblico, si registrano i primi scontri, a una ventina di chilometri da Biarritz, che hanno fatto registrare 4 feriti e 17 fermi. Una manifestazione anti-G7 ha costretto in serata a sparare acqua con gli idranti. La convergenza in zona di fruppi di facinorosi è attesa per domani. L’attività di Macron per questo vertice, nel quale vorrebbe suggellare la sua figura di leader internazionale, continua a ritmi febbrili. Oltre al pranzo improvvisato con Trump si moltiplicano gli incontri a due con i leader. 

Trump e Macron insieme a tavola a pranzo (Ansa Ap)

DAZI E AMAZZONIA, I TIMORI DEI BIG  - Il tema ufficiale del G7 è la lotta alle diseguaglianze ma c’è anche la Brexit. Preoccupano le tensioni con l’Iran, ma è la guerra dei dazi tra Usa e Cina a rubare i sonni dei partecipanti al summit. La cronaca irrompe al G7 con le notizie degli incendi di proporzioni bibliche, che stanno distruggendo la foresta amazzonica, il presidente francese chiede una mobilitazione per l’ambiente mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel insiste per lanciare “un messaggio chiaro” teso a scongiurare gli effetti devastanti degli incendi. Il presidente americano, Donald Trump, tende la mano al Brasile, annunciando di adoperarsi concretamente, con l’invio di aiuti, per fermare l’escalation di incendi in Amazzonia. Lo ha annunciato su Twitter specificando di aver parlato personalmente con il presidente Jain Bolsonaro. “Le nostre relazioni sono solide, forse più di quanto non lo siano mai state”, ha rimarcato il titolare della Casa bianca a proposito dei rapporti con il Brasile.

G7,CONTE: SFIDE GLOBALI PER L’ITALIA - “Non possiamo distogliere lo sguardo dalle grandi sfide globali, che inevitabilmente si riflettono anche sul nostro Paese”. Così il premier Giuseppe Conte, su Facebook, al suo arrivo al G7 in Francia. L’allusione è alle “sfide che investono l’economia, il commercio, la sicurezza, la politica estera, con particolare attenzione allo sviluppo sostenibile, lotta ai cambiamenti climatici, tutela dell’ambiente”, ha chiarito Conte, a sua volta preccupato per le distruzioni in Amazzonia, che stanno riducendo in cenere quello che definisce il polmone verde del pianeta. 

IDRANTI E LACRIMOGENI CONTRO I CORTEI - Centinaia di persone hanno manifestato nelle strade di Bayonne, a pochi chilometri da Biarritz (nel sud-ovest della Francia), che ospita il vertice del G7. I manifestanti hanno cercato di aggirare l’imponente spiegamento della polizia che, per risposta, ha fatto ricorso a idranti e gas lacrimogeni. I manifestanti, di cui tanti giovani, hanno intonato slogan anticapitalisti e contro la polizia, girovagando per le strade di Bayonne, nel tentativo di evitare i posti di blocco. I momenti di tensione si sono verificati davanti a un ponte sul fiume Adour, bloccato dalla polizia. Gli agenti anti-sommossa hanno aperto gli idranti e sparato alcuni gas lacrimogeni, costringendo i manifestanti a ritirarsi nelle strade pedonali del centro e riprendere a vagare.

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TUSK VUOLE INVITARE L'UCRAINA - Piuttosto che un rientro della Russia nel G7, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, consiglia di "invitare al vertice l' Ucraina, ovviamente come ospite", al prossimo summit dei Sette Grandi. Tusk ha voluto ribadire, all'inizio del vertice di Biarritz, la posizione europea scettica sull'idea che viene attribuita ai presidenti Donald Trump, e all'omologo francese Emmanuel Macron, che sarebbero favorevoli all'idea di far rientrare Mosca nella corte dei Grandi da cui fu esclusa nel 2014, cacciata per i sanguinosi fatti dell' Ucraina, messa a ferro e fuoco per la questione del Donbass e della Crimea, dove la popolazione di lingua russa si è sollevata contro Kiev, e ha preteso l'autonomia, trovando una sponda nell'atteggiamento di Putin, e potendo contare su un riavvicinamento alla Russia. "Trump dice che quell'intervento fu in parte giustificato - ha polemizzato Tusk - ma non ci sono ragioni che ci spingano ad accettare questa logica. Siamo nella stessa situazione del 2014 ma in più ci sono state provocazioni da parte russa. Sarebbe meglio invitare l'Ucraina".