Domenica 21 Luglio 2024

Gilda Sportiello (M5s) allatta il figlio in Aula alla Camera: è la prima volta in Italia

La vicepresidente del Movimento, Alessandra Todde: “Nessuna donna, in nessun altro luogo, deve essere privata di questa possibilità”. La battaglia per i diritti delle madri lavoratrici

La deputata Gilda Sportiello allatta durante la seduta della Camera (Ansa)

La deputata Gilda Sportiello allatta durante la seduta della Camera (Ansa)

Roma, 7 giugno 2023 – La giornata odierna verrà ricordata come un tassello “molto importante per le donne e le istituzioni”. Gilda Sportiello, deputata del Movimento 5 stelle, è la prima parlamentare che ha potuto allattare suo figlio di pochi mesi durante una seduta della Camera

Un primato per Federico, primo bambino a presenziare ai lavori di Montecitorio e a essere allattato in Aula. E, al tempo stesso, una vittoria per il M5s, che già da tempo aveva iniziato una battaglia per dare alle neo mamme la possibilità di avere delle postazioni per l’allattamento nei luoghi di lavoro. La stessa Sportiello, insieme con le colleghe Paola Carinelli e Valentina D’Orso, aveva lavorato per questo scopo, ottenendo un ordine del giorno nella legislatura passata.  

Grazie a una disposizione della Giunta del regolamento in vigore dallo scorso 15 novembre, alle deputate madri che ne facciano richiesta è ora possibile partecipare ai lavori parlamentari con i loro bimbi, portandoli in Aula e allattandoli all’interno dei locali dell’Emiciclo fino al compimento di un anno di questi. Un provvedimento previsto dal comma 1 dell’articolo 64 del regolamento, che permette alle mamme di adempiere ai bisogni dei piccoli senza interrompere la propria partecipazione alle sedute.

"La Camera dei Deputati svolge un ruolo da apripista: da oggi, se è possibile allattare in quest'Aula, nessuna donna, in nessun altro luogo, deve essere privata di questa possibilità – ha dichiarato la vicepresidente del M5S, Alessandra Todde – Che ogni donna abbia uno spazio dedicato alla possibilità di allattare il proprio bambino nel proprio posto di lavoro, non può essere un privilegio per poche, ma deve diventare la normalità per tutte le mamme lavoratrici. Non deve più accadere che le donne siano costrette a interrompere l'allattamento non per propria scelta ma perché devono tornare al lavoro”. 

Un diritto che non può più essere negato, quello di scegliere se, dove e quando allattare i propri figli, aggiunge Todde. Un gesto antico e naturale, che non può essere considerato soltanto un ‘lusso’ concesso a un numero ristretto di professioniste, ma si spera possa presto diventare una consuetudine accettata in ogni ambiente lavorativo. A patto, che in primis “resti solo ed esclusivamente una scelta della donna”, scrive Sportiello in una nota.

La deputata Gilda Sportiello allatta il suo bebè in Aula alla Camera
La deputata Gilda Sportiello allatta il suo bebè in Aula alla Camera

A commentare l’evento anche Francesco Silvestri, capogruppo M5S alla Camera: “Finalmente si concretizza una modifica regolamentare che consente l'ingresso in Aula di una persona di minore di età. Quanto accaduto oggi alla Camera rappresenta un segnale di speranza per milioni di donne, le quali non devono più essere costrette a scegliere tra l'allattare i propri figli o tornare a lavoro. Ma anche un esempio per tanti datori pubblici e privati. È stata scritta una pagina importante. Ora si deve fare in modo che sia la prima di un nuovo racconto di Paese''.

“Se vogliamo davvero promuovere la natalità, è da iniziative come questa che dobbiamo partire”, aggiunge una nota diffusa dal Gruppo parlamentare dei pentastellati alla Camera. 

Il precedente ‘storico’

Correva il 2010, quando l'allora eurodeputata del Pdl, Licia Ronzulli, oggi senatrice di Forza Italia, portò per la prima volta con sé al Parlamento europeo la figlia Vittoria.

Le immagini della politica con la neonata addormentata, avvolta in una fascia intono al petto, fecero il giro del web e dei telegiornali, accendendo per la prima volta i riflettori su questa tematica e scatenando un acceso dibattito. E le foto dell’allora parlamentare europea che alza la mano fecero il giro del mondo.

Quell’anno Ronzulli ripeté lo stesso gesto in più sedute “per rivendicare maggiori diritti per le donne nella conciliazione tra vita professionale e familiare”.