Blitz di un gruppo di attivisti di Forza Nuova negli studi tv di La7 (Ansa)
Blitz di un gruppo di attivisti di Forza Nuova negli studi tv di La7 (Ansa)

Roma, 20 febbraio 2018 - Che cosa è accaduto? Perché questo clima avvelenato che macchia una campagna elettorale per altri versi scialba, dominata più che altro dalle incognite di una legge elettorale proporzionale che in Italia non si vedeva da 25 anni e dalle relative discussioni su piccole e grandi intese? Pare di essere tornati indietro di 40/50 anni, quando il piombo o il tritolo degli opposti terrorismi influenzava l’opinione e il voto degli italiani. Stavolta non siamo al piombo ma c’è un clima brutto, un clima di intolleranza che per adesso non è sfociato in episodi eccessivamente drammatici (anche se la sparatoria di Macerata poteva produrne) ma che a differenza del passato pare rispecchiare - questa la sensazione - un sentiment che percorre il Paese. Basta sfogliare i social e accorgersene. I motivi sono molti, e si combinano tra loro.

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C’è un’Italia oppressa da una crisi economica che non vuole passare, e che sta producendo l’onda lunga dei suoi effetti sulle nuove generazioni incapaci di inserirsi nel mondo del lavoro. C’è un repentino cambio sociale frutto della trasformazione da società monoculturale a società più aperta, anche questo foriero di insicurezza. C’è l’incapacità dei grandi partiti di massa di raccogliere queste sfide, e a farsi mediatori di un malessere diffuso. L’insistenza nel dibattito pre-elettorale sui tecnicismi di un sistema incapace di produrre un vincitore ha tolto l’attenzione da aspetti più legati alla vita delle persone e spostato il dibattito su paradgmi ideologici buoni più che altro a dividere (quanti anni erano che fascismo-antifascismo non erano un tema da campagna elettorale?).

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Insieme, ovvio, all’inasprimento di un linguaggio cui i social non sono certo estranei, e questo al di là del momento politico: la tastiera, il nascondersi dietro la tastiera, aiuta a far uscire il lato più aggressivo di ciascuno di noi, e toglie freni inibitori che il confronto personale invece impone come naturali. Ecco, tutto questo insieme di fattori favorisce il nascere e il manifestarsi della violenza di cui siamo spettatori. Molo preoccupante. Anche perché finora tragedie non sono avvenute, ma - senza voler fare le Cassandre - le tragedie nascono sempre da climi del genere.