Sembra passato un secolo. E invece è un anno. Prima della pandemia c’era un mondo. E c’erano anche le Sardine che all’improvviso scesero in piazza Maggiore a Bologna, il 14 novembre dell’anno scorso, e che rubarono la scena a Matteo Salvini che a poca distanza teneva un comizio elettorale in un palazzetto. Poi le Regionali in Emilia-Romagna, la vittoria di Stefano Bonaccini che ricacciò indietro per primo l’onda lunga sovranista. Dagli altari, le Sardine, che da molti analisti sono state definite decisive per la vittoria del centrosinistra in quella tornata elettorale, agli strappi proprio con quel Pd che fu alleato. E che oggi a è spaccato in due, con le...

Sembra passato un secolo. E invece è un anno. Prima della pandemia c’era un mondo. E c’erano anche le Sardine che all’improvviso scesero in piazza Maggiore a Bologna, il 14 novembre dell’anno scorso, e che rubarono la scena a Matteo Salvini che a poca distanza teneva un comizio elettorale in un palazzetto. Poi le Regionali in Emilia-Romagna, la vittoria di Stefano Bonaccini che ricacciò indietro per primo l’onda lunga sovranista. Dagli altari, le Sardine, che da molti analisti sono state definite decisive per la vittoria del centrosinistra in quella tornata elettorale, agli strappi proprio con quel Pd che fu alleato. E che oggi a è spaccato in due, con le Sardine che sono intervenute improvvisamente sul dibattito interno per la scelta del prossimo candidato sindaco dem (si dovrebbe votare nella primavera del 2021) aprendo una voragine di dubbi sull’opportunità della sortita.

Dall’ascesa alla caduta, una volta mammasantissima dei sovranisti, oggi bacchettati dalla professoressa Elisabetta Gualmini: "Non diventino una corrente interna del Pd". A chi giova tutto questo? Probabilmente, ora, soprattutto a quel versante dem bolognese che porta avanti non la proposta politica che piacerebbe al movimento guidato – almeno televisivamente – da Mattia Santori. Per le Sardine invece si tratta di una battuta d’arresto. Non l’unica, in queste giornate particolari.

Perché solo due giorni fa Santori e soci avevano annunciato il ritorno in Piazza Maggiore per il loro anniversario, a un anno dal flash mob anti Salvini che riempì fino all’orlo il centro di . L’iniziativa si chiama ‘6.000 caratteri’, la citazione è alle ‘6.000 sardine’ di un anno fa. Lo scopo, raccogliere le lettere dei cittadini che vogliono esprimersi su concetti, idee, proposte, lamentele, visioni, richieste alla politica. Doveva essere un veloce sit-in sabato, dopodomani, dalle 10 alle 20 all’ombra di San Petronio. Senza stazionamento, solo per raccogliere il flusso di missive dei sostenitori. Sarà invece, probabilmente (manca ancora la conferma ufficiale del movimento), una festa di compleanno che si farà da remoto, con l’invio delle lettere che dovrà essere fatto solo e soltanto a una casella postale, o qualcosa del genere, non sono esclusi colpi di scena. Le modalità precise saranno spiegate oggi. Tutto questo perché ieri il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha annunciato per la giornata di oggi un’ordinanza anti assembramenti che vieterà per un po’ iniziative e manifestazioni in città. Compresa, viste le modalità annunciate, anche quella delle Sardine, anche se al Comune non risultava nessuna richiesta di occupazione del suolo pubblico. Ieri il movimento ha anche ricevuto diversi commenti contrariati sulla sua pagina Facebook. "Non fate l’evento in presenza, non è il momento adatto", hanno scritto in molti. Oggi se ne saprà di più.

Tornando alla polemica con il Pd, le Sardine domenica in un comunicato pubblicato sul sito Cantiere.com avevano sollecitato il Pd a non essere "autoreferenziale", lontano dai "teatrini", a scegliere la strada delle primarie di coalizione e a non lasciare che la scelta del candidato a sindaco avvenisse tra pochi eletti. A corollario, le Sardine hanno detto espressamente ’no’ ad Andrea De Maria, deputato dem storico esponente bolognese ed eletto con una montagna di preferenze all’uninominale di città, nel 2018.