Luigi Di Maio e Matteo Salvini (Ansa)
Luigi Di Maio e Matteo Salvini (Ansa)

Roma, 16 maggio 2019 - "È chiaro ed evidente che c'è un'emergenza corruzione, una 'Tangentopoli bis', che colpisce tutti i partiti: dobbiamo arginare questi fenomeni". Sulle vicende giudiziare che hanno fatto tremare il mondo politico e istituzionale negli ultimi giorni, si è espresso Luigi Di Maio, vicepremier e ministro dello Sviluppo economico. "Le tangenti sono ovunque: la scelta è tra noi e una nuova tangentopoli", ha detto senza mezze misure il pentastellato in una nota. 

"Sono molto preoccupato per i casi emersi in questi giorni di arresti e indagati, tutti per vicende di tangenti e corruzione, che hanno coinvolto sia la destra che la sinistra - ha detto Di Maio -. C'è un'evidenza, ovvero che il sistema dei partiti continua a essere fortemente inquinato, spuntano tangenti ovunque, giorno dopo giorno e la scelta in vista delle europee sembra essere sempre più chiara: il 26 maggio la scelta sarà tra noi e questa nuova tangentopoli", ha detto Di Maio, che ha poi aggiunto: "Ricordo che secondo diverse stime, negli ultimi tre anni la corruzione in Italia è aumentata del 74%, per un peso di decine e decine di miliardi. Il differenziale tra i costi con il dato in Germania sarebbe di circa 585 miliardi di euro". 

SALVINI - Si dice fiduciso nei suoi uomini e nella magistratura, Matteo Salvini, a proposito dei recenti fatti di cronaca che vedono coinvolti esponenti della Lega. "Non commento le indagini, spero che tutte queste inchieste che si stanno aprendo si chiudano in fretta per distinguere colpevoli ed innocenti", spiega. E, a margine di un comizio a Foggia, lancia un messaggio/monito agli alleati di governo. "La Lega vuole continuare a lavorare - premette -, se i Cinque stelle vogliono continuare a litigare o hanno nostalgia di accordi con la sinistra lo dicano chiaramente".

Nel mirino c'è Di Maio, ma anche Beppe Grillo che ha duramente criticato il ministro dell'Interno durante un'intervista a '7' del Corriere della Sera. "Ritengo le idee di  Salvini allo stesso livello dei dialoghi di uno spaghetti western - ha detto il comico -. Lo manderei a calci a fare il suo lavoro al Viminale...però siamo al Governo, dobbiamo essere più consapevoli", ha aggiunto.

E il vicepremier leghista non pare avere gradito. "Se lui e Di Maio pensano di andare avanti insultando me e la Lega e l'Italia tutti i giorni, non penso sia cosa utile", risponde il numero della Lega. E ancora: "Non rispondo a Grillo, Renzi, Di Maio e Zingaretti. Io lavoro e porto risultati". Poi la frecciata al collega vicepremier e ministro del Lavoro: "Diminuiscono i morti in mare ma aumentano quelli sul lavoro. Ma sono sicuro che Di Maio si occuperà anche di questo quando avrà finito di insultare chi governa", conclude Salvini. 

LE INCHIESTE - Sono diverse le indagini emerse nell'arco dell'ultima settimana, o poco più: dall'accusa di corruzione al presidente della Regione Calabria Mario Oliverio a quella d'abuso d'ufficio per il governatore della Lombardia Attilio Fontana, fino alla maxi-inchiesta della procura milanese e dell'Antimafia su tangenti e 'Ndrangheta, che ha portato a 43 ordinanze di custodia cautelare (di cui 12 in carcere) e a un centinaio di indagati, tra cui - si è appreso ieri - anche Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia, e Lara Comi, candidata alle prossime elezioni europee con Forza Italia. Oggi, invece, l'ultimo episodio, con l'arresto del sindaco di Legnano Gianbattista Fratus (Lega) e del suo vice Maurizio Cozzi (Forza Italia), insieme all'assessore ai Lavori pubblici forzista Chiara Lazzarini