Alessandro Di Battista (Ansa)
Alessandro Di Battista (Ansa)

Roma, 12 settembre 2019 - Vuota il sacco Alessandro Di Battista, ex deputato del Movimento 5 Stelle. Intervistato in tv su Retequattro, nella trasmissione condotta da Paolo Del Debbio, ha parlato a ruota libera, senza mezzi termini: "“State parlando con uno che è sempre stato acerrimo nemico di Salvini, mi voleva mandare a quel paese tutti i giorni", da detto Dibba. "Ho contrastato tantissimo anche i Benetton, Caltagirone, Malagò, sono questi i miei avversari. Per me il Pd resta il partito garante di questo sistema”.

Sui possibili errori politici commessi dal leader della Lega, Di Battista è netto: “Vera la storia che Salvini ha proposto a Luigi Di Maio di fare il premier, lo posso garantire da fonti dirette. Fondamentalmente lui ha avuto lo stesso vizio di Renzi: un’ubriacatura di potere. Una arroganza tale che l’ha fatto sentire come fosse il re del mondo”. Tanta gente ai suoi comizi, tante foto, si è sentito amato più di chiunque altro, ma ha sottovalutato le regole parlamentari e ha commesso un autogol clamoroso”. E ancora: “Ho rapporti diretti con ex ministri e politici della Lega, pubblicamente sono compatti e difendono il Capitano poi, privatamente, dicono peste e corna“. Se Matteo Salvini abbia avuto cattivi consiglieri, ha detto: "Non lo so, so però che se non mantieni i piedi per terra, ancorati alla realtà, rischi di montarti la testa e, secondo me, si è montato la testa e ha preso una craniata".

A proposito delle nuove strategie di Matteo Renzi, Di Battista, ha commentato: "Avrebbe dovuto mollare la politica, ma soltanto io ho fatto ciò che ho detto. E per quanto mi riguarda, non lo so, secondo me proverà a riorganizzare i gruppi parlamentari - che comunque li ha messi quasi tutti lui i parlamentari che oggi sono nel Partito Democratico - e proverà a creare una sorta di minoranza interna: questo l'hanno sempre fatto all'interno del Parlamento della Repubblica". Con il rischio di staccare la spina? "Non lo so. La convenienza personale viene sempre posta davanti agli interessi del Paese". "Personalmente - conclude Dibba - se avessi pensato sempre e solo alla convenienza personale, avrei fatto un'altra carriera. Però per quanto mi riguarda, Renzi è così. Non crediate che si sia convertito sulla via di Damasco. Se si fosse andati al voto, la maggior parte dei suoi parlamentari, non sarebbero stati candidati dal segretario Nicola Zingaretti e lui si sarebbe trovato con un pugno di mosche in mano. Ha agito essenzialmente per istinto di sopravvivenza".