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22 lug 2020

Conte, da premier per caso a vincitore in Europa. Ma è diventato davvero un leader?

Il presidente del Consiglio torna dal vertice di Bruxelles con oltre 200 miliardi di aiuti per l’Italia. E la sua popolarità cresce. A differenza di Mario Monti non ha bisogno di farsi un partito: è già il vero capo dei 5 Stelle

22 lug 2020
raffaele marmo
Politica
La foto postata dal premier Giuseppe Conte, 55 anni, alla conclusione della trattativa Ue: «Ce l’abbiamo fatta»
La foto postata dal premier Giuseppe Conte, 55 anni, alla conclusione della trattativa Ue: «Ce l’abbiamo fatta»
La foto postata dal premier Giuseppe Conte, 55 anni, alla conclusione della trattativa Ue: «Ce l’abbiamo fatta»
La foto postata dal premier Giuseppe Conte, 55 anni, alla conclusione della trattativa Ue: «Ce l’abbiamo fatta»
La foto postata dal premier Giuseppe Conte, 55 anni, alla conclusione della trattativa Ue: «Ce l’abbiamo fatta»
La foto postata dal premier Giuseppe Conte, 55 anni, alla conclusione della trattativa Ue: «Ce l’abbiamo fatta»

È la cosa che gli riesce meglio. Secondo i suoi estimatori. È la sola cosa che gli riesce. Secondo i critici. La "cosa" è il muoversi ai tavoli internazionali da trattativista incallito: scaltro, suadente e duro. Come se avesse frequentato a lungo l’Ena di Parigi o si fosse sempre aggirato nelle retrovie dei palazzi di Bruxelles e delle altre capitali. Certo è che in una stagione di nani politici e di fuochi fatui, Giuseppe Conte, l’ormai ex "avvocato del popolo", in poco più di due anni si è rivelato l’ultimo "capitano di ventura" della politica italiana: gentile e abile, ma cinico e spietato quanto basta per disarcionare "amici", rivali e avversari. Soprattutto grazie alla capacità di spendere in casa i risultati ottenuti all’estero.  Il "premier per caso" non ha agito "a caso" negli oltre 24 mesi che lo separano da quel lontanissimo 23 maggio del 2018 quando sedette nel salottino presidenziale del Quirinale ammesso all’esame del Capo dello Stato, prima di affacciarsi al mondo da perfetto sconosciuto con la mission certificata di amministratore delegato "terzo e tecnico" scelto, proprio per la sua presunta assenza di ambizioni politiche, dagli azionisti forti del governo giallo-verde: Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Eppure, già pochi giorni dopo si trova sbalzato sul tetto del pianeta al G7 di Charlevoix, in Canada. Il massimo che gli si imputa è una certa "solitudine" da timido nel seguire i big nella passeggiata a uso di tv e fotografi. Ma il NYT e Le Figaro lo descrivono educato, elegante, riservato. Ed è subito feeling con Donald Trump, che lo invita alla Casa Bianca per il mese successivo. Ed è del resto il presidente americano, un anno dopo, a seppellire l’internazionale sovranista e a tirargli la volata verso il Conte Due in salsa giallo-rossa: è negli annali il tweet del "Giuseppi". ...

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