Matteo Salvini e Silvio Berlusconi al Quirinale (ImagoE)
Matteo Salvini e Silvio Berlusconi al Quirinale (ImagoE)

Roma, 12 aprile 2018 - Al Quirinale si è conclusa la prima giornata della seconda mandata di consultazioni, con la crisi in Siria che dovrebbe imporre un'accelerazione alla formazione del nuovo governo italiano. Ma un blitz di Berlusconi, che prende la parola dopo la dichiarazione di Salvini per tornare all'attacco dei 5 Stelle, fa scricchiolare l'asse Lega-M5s. Il programma dei colloqui, che si articolano fra oggi e domani, ha preso il via alle 10, con l'ingresso del primo gruppo in lista, quello delle Autonomie. Quindi, in mattinata, Sergio Mattarella ha ascoltato il gruppo Misto e Liberi e Uguali. La partita più importante si è aperta però alle 16.30, quando dal Capo dello Stato è entrato il Pd. "Basta rinvii e tatticismi" che alimentano incertezza, ha detto Maurizio Martina. I dem dunque hanno ribadito il loro ruolo di 'minoranza', lanciando al contempo un appello al "senso di responsabilità di "chi ha vinto le elezioni". E cioè centrodestra e Movimento 5 Stelle, nell'ordine le ultime due forze politiche a chiudere oggi la giornata di consultazioni. Salvini, dopo il colloquio col Capo dello Stato, ha ribadito che il centrodestra unito è pronto a un "governo con premier indicato dalla Lega" aspettandosi "responsabilità" dal M5s, ma Berlusconi ha poi preso il microfono e attaccato "chi non conosce la democrazia". Di Maio, al termine delle consultazioni, ha parlato di "battutaccia" dell'ex premier che ha dimostrato che "il centrodestra è tuttora diviso". "Berlusconi - ha ribadito il capo politico M5s - deve fare un passo di lato".

Gelmini: "Accordo di governo solo se M5S riconosce il ruolo di Berlusconi"

In serata, a Porta a Porta, il capogruppo della Lega alla Camera Giancarlo Giorgietti ha detto che "Mattarella potrebbe valutare che un altro giro di consultazioni la prossima settimana porta solo a battutacce, che le acque possono muoversi solo con un incarico da parte del Capo dello Stato a qualche personalità". Alla domanda se possa essere la presidente del Senato Elisabetta Casellati a riceverlo, Giorgetti ha risposto "potrebbe essere un modo per fare un sondaggio meno formale di quello del presidente della Repubblica". 

IL PUNTO La Siria al Quirinale - di P.F. DE ROBERTIS

SALVINI: "UNITA' DELLA COALIZIONE" - "Ci siamo recati dal capo dello Stato per esprimere l'unità di intenti della coalizione che ha vinto le elezioni", sono state le parole di Matteo Salvini dopo l'incontro con il Capo dello Stato. "Il centrodestra è pronto a farsi carico di questa responsabilità unitariamente, formando un governo forte e di lunga durata" con un premier "indicato dalla Lega", ha aggiunto. "Se continuasse il gioco delle tattiche politiche e dei veti mentre gli italiani soffrono vuol dire che la richiesta di cambiamento" emersa dalle elezioni del 4 marzo sarebbe "disattesa. Speriamo non sia così per l'Italia, per noi è il valore più grande". "Ci aspettiamo dalle altre forze politiche, a partire dal Movimento 5 Stelle altrettanta responsabilità nei confronti del paese" di quella che il centrodestra sta dimostrando, ha continuato il leader della Lega, leggendo la dichiarazione congiunta del centrodestra. 

Salvini ha poi parlato della crisi siriana e ha precisato che "pur ribadendo gli obblighi di lealtà all'Alleanza atlantica siamo contrari ad azione unilaterale. La via maestra sia lo spirito di Pratica di Mare come lo storico riavvicinamento della Russia con l'Alleanza atlantica. Ci siamo riusciti una volta, ci proviamo anche con il futuro Governo". 

Consultazioni giovedì e venerdì. Il calendario e gli orari

BERLUSCONI RUBA LA SCENA - Ma Berlusconi, seppur d'accordo che sarebbe stato Salvini l'unica 'voce' del centrodestra', non ha rinunciato alla sua centralità. E allora l'ex premier ha cominciato a fare da 'slide vivente' alle parole dell'alleato, che in un primo momento ha seguito appoggiandosi al tavolo delle dichiarazioni come se fosse una balaustra, prima di ricomporsi. Salvini ha enumerato i punti salienti del programma messo a punto dalla coalizione e Berlusconi, al suo fianco, li ha seguiti facendo i numeri con le dita delle mani. Una volta che Salvini ha finito di parlare, Berlusconi si è spostato a lato di Giorgia Meloni e platealmente ha scostato i due alleati dal podio dell'oratore, avviandoli addirittura all'uscita. E si è messo al microfono. Ha esordito con il tradizionale "fate i bravi", ma poi ai cronisti ha consegna anche una delle frasi più brevi, ma anche più dure - e anche più singolari dal punto di vista del protocollo - che abbiano mai visto le sale dove si cerca una tessitura per la formazione del governo. "Fate i bravi, sappiate distinguere chi è veramente democratico da chi non conosce l'Abc della democrazia, sarebbe ora di dirlo a tutti gli italiani"", ha detto il Cavaliere, parole che non sono state di certo apprezzate da Di Maio.

Dopo essere sceso dal Colle, Berlusconi ha incontrato i giornalisti: "L'Italia ha bisogno di un governo e perciò bisogna che si cerchi di non perdere troppo tempo e di metterlo in campo",  ha affermato rispondendo alla domanda se nella discussione per la formazione di un governo vada coinvolto anche il Pd

DI MAIO: BERLUSCONI DEVE FARE PASSO DI LATO - "L'escalation in Siria insieme alle tante richieste dai cittadini impongono che le forze politiche diano una accelerazione alla formazione di un governo. Non possiamo pensare più di perdere altro tempo", ha esordito di Maio al termine delle consultazioni. "Con la Lega è inutile dire che c'è una sinergia istituzionale che ha permesso di rendere operativo il Parlamento immediatamente", ha continuato, ma "Salvini propone il centrodestra che è un ostacolo". "È chiaro che la coalizione di centrodestra è tuttora divisa, perché mentre il leader della Lega apriva al M5S, con una battutaccia nei nostri confronti Berlusconi ha dimostrato che il centrodestra stesse sperando in questo momento nel Pd", ha aggiunto Di Maio.

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"La Lega deve prendersi le sue responsabilità perchè sta dicendo che o che vuole fare un governissimo che non ci vede assolutamente d'accordo o che vuole tornare al voto, ipotesi che scongiuriamo, ma di cui non abbiamo paura e su cui non abbiamo niente da perdere" ."C'è solo una soluzione per sbloccare questo stallo e investe Silvio Berlusconi: deve mettersi di lato e consentire la partenza per un governo di cambiamento. Altrimenti l'unica risposta è che non riteniamo possibile un governo del M5S con Fi", ha concluso il capo politico del Movimento. 

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PD: BASTA TIRA E MOLLA - "Le forze che hanno vinto le elezioni il 4 marzo la smettano con i tira e molla e i tatticismi - ha affermato il segretario Maurizio Martina al termine delle consultazioni del Partito Democratico -.  Il Paese ha bisogno di scelte chiare: chi ha prevalso ha il dovere di dire cosa vuol fare senza continuare con i balletti di polemiche pubbliche che nascondono solide intese di occupazione" di incarichi. Si tratta di avere "responsabilità politica", ha insistito. "Inaccettabile" dunque il "rinvio a dopo le regionali" che sono l'occasione di "un regolamento di conti". 

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AUTONOMIE: SIRIA PREOCCUPA MATTARELLA - "Abbiamo confermato la nostra disponibilità a dialogare con tutte le forze politiche che sostengano i valori europei e di rispetto delle Autonomie", ha sintetizzato Julia Unterberger, capogruppo del Gruppo Autonomie, il primo oggi a salire al Quirinale, escludendo "la fiducia a un governo M5S-Lega, che peraltro non avrebbe bisogno dei nostri voti". Unterberger ha riferito che Mattarella sarebbe preoccupato per il precipitare della crisi in Siria. "Non possiamo riferire i contenuti dei nostri colloqui con il presidente, ma non ci vuole una grande fantasia a capire come sia preoccupato per questa escalation e per come reagiscono le forze politiche in Italia".

GRUPPO MISTO - Proprio in ragione delle vicende internazionali Riccardo Nencini (gruppo Misto) ha chiesto di accelerare "sulla possibilità di far sì che venga presentata da parte di chi ha vinto le elezioni una soluzione: non ha senso aspettare le elezioni del Molise e del Friuli. La crisi siriana ci obbliga a fare più in fretta". "L'Italia resti nelle alleanze euroatlantiche senza ondeggiamenti pericolosi", ha auspicato la senatrice Emma Bonino, delegata di +Europa nel gruppo Misto. "Lo ripetiamo: rispetto a un governo Lega-M5s saremo all'opposizione". 

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Stesso concetto ("saremo all'opposizione") è stato espresso da Beatrice Lorenzin (Civica popolare, centrosinistra), che ha assicurato "saremo costruttivi nei prossimi passaggi che interesseranno il Paese" a livello internazionale. 'Noi con l'Italia', ha chiesto "una comune assunzione di responsabilità per dare un governo al Paese", ribadendo la necessità di una coalizione di centrodestra unita. "Salvini è la guida ma della coalizione unita, dividerla sarebbe un errore", ha affermato Maurizio Lupi. 

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LIBERI E UGUALI - A chiedere di fare presto è statoanche Pietro Grasso, leader di Liberi e Uguali, secondo cui la situazione in Siria "rende necessaria un'accelerazione" nella nascita dell'esecutivo. "Certamente non si deve attendere le regionali per stabilire i rapporti forze nelle coalizioni". Per Grasso è giunto il momento di "uscire dai personalismi e trattare i temi urgenti del Paese". Tra le priorità ci sono "il lavoro, la dignità dei lavoratori, la lotta alla povertà, il welfare". E ora la preoccupazione è anche per l'evolversi del contesto internazionale nel quale è al momento da escludere "l'utilizzo di missili o bombe". 

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