25 lug 2016

Cannabis, numeri a rischio alla Camera. Veronesi: meglio del tabacco

Rinviato a settembre l'esame della proposta di legge: 2mila emendamenti al testo. Saviano: "Legalizzazione è un gesto di amore per il Paese"

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Un momento della protesta dei Radicali in Piazza Montecitorio in occasione della raccolta firme per la legalizzazione della cannabis, Roma, 25 luglio 2016. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Roma, 25 luglio 2016 - Entra nel vivo il dibattito sulla legalizzazione della cannabis in Italia. Come previsto da calendario la proposta di legge è approdata oggi in Aula alla Camera. Nessuna decisione comunque sarà presa fino a settembre. Visto il "clima, che si è avuto anche in commissione, di contrapposizione" bipartisan tra le varie forze politiche e anche all'interno degli stessi gruppi, meglio rinviare l'esame, spiega il capogruppo del Pd in commissione Giustizia, Walter Verini.

I NUMERI - I numeri a Montecitorio sono a rischio con la contrarietà netta espressa da Area Popolare, all'interno della maggioranza, e i 2mila emendamenti presentati. Verini ricorda che la proposta reca le firme di "300 tra senatori e deputati". Ma non basta a garantire un iter liscio. Pallottoliere alla mano, alla Camera mancherebbero - secondo alcuni calcoli fatti in queste settimane dai proponenti il provvedimento - circa una settantina di voti. Contro sono schierati la Lega e Fratelli d'Italia. Forza Italia è divisa. E anche nel Pd c'è una fronda che non gradisce. 

IL DIBATTITO IN AULA - Amareggiato Benedetto della Vedova, sottosegretario agli Esteri, tra i più strenui sostenitori, che però tiene a precisare che la pdl "non è provvedimento del governo né della maggioranza". Il vicepresidente Pd della Camera, Roberto Giachetti, comunque rivendica che "oggi è un inizio di straordinaria importanza che solo a pensarci qualche mese fa sembrava impossibile". Ma le polemiche sono già serrate. "Con un'indecente forzatura, arriva oggi in Aula alla Camera il provvedimento sulla legalizzazione della cannabis - tuona Renato Brunetta (FI) -  E' inaccettabile che di fronte ad un tema così delicato, che mette in gioco anche il diritto alla salute dei cittadini, si decida, contro tutto e contro tutti di portare il testo in Aula senza mandato al relatore". 

SAVIANO: LEGALIZZARE E' GESTO D'AMORE - E il dibattito esce anche fuori dall'aula. A favore della legalizzazione è schierato Roberto Saviano. "Non significa promuovere ma regolamentare, significa controllare - dice lo scrittore in un videomessaggio inviato all'intergruppo parlamentare che sostiene il ddl - e il Parlamento per la prima volta potrebbe controllare il patrimonio immenso in mano alle mafie". E aggiunge: liberalizzare vuol dire "sottrarre danaro al terrorismo islamico, alle mafie e abbassare i consumi. Fate questo gesto di amore per il vostro paese". 

VERONESI: MEGLIO LA CANNABIS DEL TABACCO - D'accordo con la proposta di legge anche Umberto Veronesi, oncologo di fama internazionale: "Sono molto favorevole alla legalizzazione della cannabis perché i proibizionismi non funzionano - ha affermato Veronesi, intervistato da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus - In Italia è proibito l'uso della cannabis e il 70% delle persone la usa o l'ha usata. Quindi è un insuccesso che va solo a vantaggio della criminalità organizzata". 

"Io non consiglio certo ai miei figli di fumare marijuana - precisa il professore - così come non gli consiglio di bere alcol o di fumare tabacco. Il tabacco fa 10mila volte più morti di quanti ne faccia la marijuana. Non è un trattamento totalmente innocuo, ma ha un limite molto basso di pericolosità". 

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