Roma, 1 giugno 2020 - Dai giardini del Quirinale, in diretta video, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella commemora il 2 giugno e introduce il Concerto dedicato alle vittime del Coronavirus nel 74esimo anniversario della Festa Nazionale della Repubblica.
"Il 2 giugno si celebra l'anniversario della nascita della nostra Repubblica - esordisce il capo dello Stato - Lo faremo in una atmosfera in cui proviamo nello stesso tempo sentimenti di incertezza e motivi di speranza. Stretti tra il dolore per la tragedia che improvvisamente ci è toccato vivere e la volontà di un nuovo inizio. Di una stagione nuova, nella quale sia possibile uscire al più presto da questa sorta di incubo globale". 

"Accanto al dolore per le perdite e per le sofferenze patite avvertiamo - sottolinea Mattarella - giorno dopo giorno, una crescente volontà di ripresa e di rinascita, civile ed economica". Il concerto, sottolinea il presidente, è dedicato "a tutte le vittime, a chi è morto solo, al ricordo dei tanti affetti spezzati". Poi ringrazia il maestro Daniele Gatti e l'orchestra del Teatro dell'Opera di Roma.

Poi l'appello: "Questo giorno interpella tutti coloro che hanno una responsabilità istituzionale - a partire da me naturalmente - circa il dovere di essere all'altezza di quel dolore, di quella speranza, di quel bisogno di fiducia". Ancora: "Siamo tutti chiamati a un impegno comune contro un gravissimo pericolo che ha investito la nostra Italia sul piano della salute, economico e sociale. Le sofferenze provocate dalla malattia non vanno brandite gli uni contro gli altri. Questo sentimento profondo, che avverto nei nostri concittadini, esige rispetto, serietà, rigore, senso della misura e attaccamento alle istituzioni. E lo richiede a tutti, tanto più a chi ha maggiori responsabilità. Non soltanto a livello politico".

La visita di Mattarella a Codogno

"Domani mi recherò a Codogno, luogo simbolo dell'inizio di questo drammatico periodo, per rendere omaggio a tutte le vittime e per attestare il coraggio di tutte le italiane e tutti gli italiani, che hanno affrontato in prima linea, spesso in condizioni estreme, con coraggio e abnegazione, la lotta contro il Coronavirus. Desidero ringraziarli tutti e ciascuno. L'Italia - in questa emergenza - ha mostrato il suo volto migliore. Sono fiero del mio Paese". 

Insieme ce la faremo

"Sono convinto che insieme ce la faremo. Che il legame che ci tiene uniti sarà più forte delle tensioni e delle difficoltà", continua il presidente. "Ma so anche che la condizione perché ciò avvenga sarà legata al fatto che ciascuno, partecipando alla ricostruzione che ci attende, ricerchi, come unico scopo, il perseguimento del bene della Repubblica come bene di tutti. Nessuno escluso".

I partiti superino le divisioni, come nel '46

Come alla nascita della Repubblica, nel 1946, serve oggi "un nuovo inizio. Superando divisioni che avevano lacerato il Paese". Anche allora "forze politiche, che erano divise, distanti e contrapposte su molti punti, trovavano il modo di collaborare nella redazione della nostra Costituzione, convergendo nella condivisione di valori e principi su cui fondare la nostra democrazia", è l'appello del Capo dello Stato. 
"Quello spirito costituente rappresentò - ha detto ancora Mattarella - il principale motore della rinascita dell'Italia. Seppe unire gli italiani, al di là delle appartenenze, nella convinzione che soltanto insieme si sarebbe potuta affrontare la condizione di estrema difficoltà nella quale il Paese era precipitato. Questa sostanziale unità morale è stata il vero cemento che ha fatto nascere e ha tenuto insieme la Repubblica. È quel che ci fa riconoscere, ancora oggi, legati da un comune destino".