Roma, 23 luglio 2021 - L'edizione 2021 delle Olimpiadi, quella di Tokyo 2020, rinviata di un anno causa Covid, ha ufficialmente preso il via con la cerimonia di apertura. Ma il Coronavirus non molla la presa: ci sono altri 19 positive e tre sono atleti residenti nel Villaggio Olimpico. Il comitato organizzatore precisando che 3 sono atleti provenienti dall'estero che ora saranno in isolamento per 14 giorni, mentre fra gli altri 16 ci sono 3 membri dei servizi in appalto e 3 dei mass media. Emozioni durante la cerimonia ufficiale di apertura delle Olimpiadi che si è tenuta davanti all'imperatore Naruhito e alla presenza di alcuni capi di Stato come Macron. Un clima surreale sugli spalti, con solo 950 spettatori: dignitari stranieri, invitati e circa 700 giornalisti accreditati che hanno ottenuto il cosiddetto "biglietto ad alta frequenza" per assistere a questo evento. Ma il vuoto nelle tribune ha fatto da contraltare alla carica degli atleti che hanno sfilato tutti con le mascherine tranne i rappresentanti di Kirghizistan e del Tagikistan.

Tokyo 2020, i risultati della giornata in diretta

Gli italiani in gara il 24 luglio

Sommario:

La cerimonia

Inziata, intorno alle 13, la cerimonia di apertura. Stadio vuoto, senza pubblico come annunciato di giorni, e si alza il sipario dal National Stadium. Lo spettacolo è cominciato con un conto alla rovescia che ha dato il via alla lunga kermesse che apre le Olimpiadi. Lo scenario è rossofuoco con raggi di luce sui quali danzano i ballerini. Al centro un tapis roulant su cui si allena un atleta, in una sorta di allenamento virtuale come se fosse in lockdown. Situazione vissuta da moltissimi atleti durante la pandemia di coronavirus che ha colpito il mondo.

I Giochi olimpici si sono aperti con lo slogan "United by Emotion", dopo un anno di ritardo per via del Covid. Allo stadio Nazionale di Tokyo - che potrebbe ospitare 68mila persone - non c'è il pubblico ma sono  miliardi coloro che in tutto il mondo si sono sintonizzati per assistere alla cerimonia. Presenti poche centinaia di funzionari e dignitari, tra cui l'imperatore giapponese Naruhito, il presidente francese Emmanuel Macron e la first lady statunitense Jill Biden. Pochissimi i presenti nell'impianto, in buona parte giornalisti: a passare dall'altra parte della barricata in occasione di Tokyo 2020 sono stati due pluriolimpionoci di eccellenza come Michael Phelps e Bradley Wiggins, presenti in qualità di opinionisti televisivi e molto cercati dai loro nuovi "colleghi".

Le Olimpiadi hanno dovuto far fronte a una forte opposizione in Giappone per i timori che il raduno globale di oltre 11.000 atleti potrebbe dar via un nuovo aumento dei contagi da Covid-19. Tuttavia sono state molte le persone curiose che si sono avvicinate allo stadio, separato da un rigido cordone di sicurezza, per dimostrare il loro entusiasmo nelle ore precedenti la cerimonia.

Iniziano poi le delegazioni delle squadre. Si parte dalla Grecia, come sempre, in omaggio al Paese natale delle olimpiadi, seguita dal Team dei Rifugiati.  Dopo 40 minuti, è partita la sfilata degli atleti e alle 20.50 (le 13.50 in Italia) è arrivato il momento tanto atteso dall'Italia intera, con il ciclista Elia Viviani e la tiratrice Jessica Rossi, entrambi campioni olimpici nelle loro discipline, a guidare con il tricolore in mano una parte della delegazione azzurra più nutrita di sempre, con 384 atleti totali. Ma non saranno solo loro a rappresentare il Belpaese in questa occasione speciale. La superstar della pallavolo Paola Egonu porterà insieme ad altri 5 atleti la bandiera del Cio, in rappresentanza di tutti i partecipanti alla kermesse nipponica.

Gli azzurri vestono la tuta bianca con un sol levante tricolore davanti, e quasi tutti sventolano una piccola bandiera tricolore. E al termine gli atleti italiani, con grandi sorrisi, si sono immortalati in selfie ricordo. E' la prima volta che il ruolo di alfiere viene ricoperto da due atleti, un uomo e una donna, per promuovere la parità di genere. Su oltre 200 Paesi partecipanti ai Giochi, sono una ventina quelli che hanno presentato un solo alfiere. Dietro ai due portabandiera altri 116 atlete e atleti azzurri, con il capo missione Carlo Mornati. L'Italia ha sfilato per 18esima dopo Israele e prima dell'Iraq, dimostrando tutta la gioia per questo evento: è stata una delle delegazioni più festanti.  Tra le più allegre nel gruppo delle prime nazioni a sfilare sicuramente anche l'Argentina, con molti atleti che sono entrati nello stadio Olimpico ballando.

Le divise dell'Italia alle Olimpiadi

Ad applaudire l'ingresso della delegazione italiana, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il Sottosegretario allo Sport del Governo, Valentina Vezzali, il membro dell'Esecutivo del Cio, Ivo Ferriani, il membro onorario del Cio, Manuela Di Centa, e Diana Bianchedi, coordinatrice generale del Comitato organizzatore dei Giochi di Milano Cortina 2026. Alla fine della cerimonia Malagò twitta: "Brividi forti. Emozioni speciali. Come voi, pronti a onorare il tricolore e a farlo sventolare in alto a Tokyo2020 per regalarci un sogno da vivere a occhi aperti. Con forza, talento e orgoglio. Forza ragazze, avanti ragazzi. Andiamo Italia!". Anche il Ct della Nazionale di calcio Roberto Mancini ha un messaggio social: "Lo sport vince sempre e i Giochi Olimpici sono la sua massima espressione. Forza Italia Team". 

image

I due portabandiera azzurri

"È stato tutto bellissimo, già dalla consegna della bandiera, con i compagni di squadra che urlavano e ci incitavano. Poi l'ingresso allo stadio con l'emozione che ti investe, te la godi davvero", racconta Jessica Rossi, portabandiera azzurra. "Purtroppo è durato un attimo - aggiunge - perché hanno fatto il taglio e il giro non era completo: lo stadio poi era vuoto. Però indipendentemente dalla mancanza di pubblico, tu sei lì e sai cosa stai facendo, in questa situazione è un onore ancora più significativo avere un ruolo del genere".
E' elettrizzato anche Elia Viviani: "Una sensazione da pelle d'oca. È stata un'emozione fortissima. Quando hanno chiamato Italia, il nostro gruppo è esploso in un boato enorme: Jessica Rossi e io abbiamo avuto la pelle d'oca. È stato il momento in cui ci siamo sentiti italiani, e in alto". "Lo stadio vuoto - ha proseguito - ha fatto effetto, dopo: ma ce la siamo goduta dalla partenza per lo sadio, con il messaggio di auguri al presidente Mattarella, fino alla sfilata".

Chi sfila senza mascherine

Due rappresentative fra le oltre 200 partecipanti alla cerimonia di apertura hanno sfilato con i loro componenti tutti a volto scoperto, quindi senza mascherine e andando contro il protocollo dei Giochi. Si tratta del Kirghizistan e del Tagikistan, ex repubbliche sovietiche. A ogni atleta e dirigente è stato detto di usare sempre la mascherine "fuori dalle zone delle competizioni", e quindi anche nella cerimonia di apertura, ma kirghisi e tagiki non lo hanno fatto. 

 

image

Nel video Milano in lockdown

Un minuto di silenzio con tutti i presenti in piedi, comprese l'imperatore Naruhito e il presidente del Cio, Thomas Bach, è stato osservato allo stadio Olimpico di Tokyo in conclusione della parte iniziale della cerimonia di apertura, quando è stata ricordata la pandemia - con personaggi vestiti di bianco, medici, infermieri, pazienti - e i suoi momenti più drammatici. Lo speaker ha poi invitato tutti ad alzarsi per onorare la memoria delle vittime. In precedenza, erano state mostrate alcune immagini del lockdown in tutto il mondo, tra le quali quelle di una piazza Duomo di Milano completamente vuota. 

Proteste fuori dallo stadio

Nel surreale silenzio dello stadio olimpico, sono risuonate forti e chiare le proteste di chi, appena fuori dal maestoso impianto di Tokyo, questi Giochi non li ha mai voluti. Il solenne momento della cerimonia inaugurale si è così trasformato, in parte, in una nuova occasione per dire no alle Olimpiadi "del Covid" da parte di un gruppo di un centinaio di persone appostato all'esterno che si e' fatto sentire a gran voce nel corso della prima fase della serata. Cori che si sono sentiti distintamente soprattutto dall'ultimo anello dello stadio.

La trentaduesima edizione dei Giochi è senza pubblico e con distanziamento al villaggio degli atleti. Le competizioni si svolgeranno fino al 9 agosto e in gara ci saranno 11mila atleti. Il Cio ha dato l'ok alla capitana della nazionale tedesca di hockey su prato, Nike Lorenz, a indossare la fascia arcobaleno, simbolo del movimento Lgbt.

Nike Lorenz (Ansa)

Chi sfila a torso nudo

Pita Taufatofua fa tendenza, e alla sfilata della cerimonia d'apertura di Tokyo 2020 oltre al portabandiera di Tonga è anche quello di Vanuatu, il colossale canottiere Riilio Rii, a sfilare a torso nudo, cosparso d'olio. Il lottatore di taekwondo tonghese, divenuto famoso a Rio per aver sfilato a petto nudo con l'olio del lottatore a mettere in rilievo la muscolatura, lo aveva promesso e ha mantenuto la parola: ha sfilato questa volta assieme alla collega del taekwondo Malia Paseka, di nuovo mezzo nudo, con un gonnellino tipico della nazione che rappresenta. Ma la sorpresa è arrivata qualche minuto dopo, quando sulla pista dello stadio olimpico è entrata la piccola delegazione di Vanuatu, arcipelago del Pacifico. Riilio Rll, canottiere di 27 anni, indossava anche lui un gonnellino, con lo stesso 'outfit' naturale per il busto

Vai allo speciale Olimpiadi di Tokyo

Guida tv / Orari e fuso orario

Calendario: calcio - ciclismo - nuoto - pallavolo / Italiani

La fiaccola è a Tokyo

Dopo aver attraversato 46 prefetture del Giappone, ed essere arrivata il 9 luglio scorso nella prefettura che porta il nome della città (la cosiddetta 'Grande Areà), la fiaccola olimpica - contenuta in una lanterna - è ora nel territorio cittadino di Tokyo e oggi, impugnata dall'ultimo tedoforo ha acceso il braciere dello stadio Olimpico nel corso della cerimonia d'apertura. Come sempre, la fiamma rimarrà viva durante tutta la durata dei Giochi. A causa delle restrizioni anti-Covid i tedofori non hanno sfilato per le vie della città ma si sono passati a vicenda la fiaccola in una cerimonia di fronte alla sede del governo metropolitano.

Videomessaggio a Mattarella

Un videomessaggio di auguri dal Villaggio olimpico di Tokyo è arrivato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che l'ha già visto e l'ha gradito molto. Lo hanno realizzato le atlete e gli atleti dell'Italia Team radunatisi prima della partenza verso lo Stadio per la cerimonia di apertura dei Giochi. La squadra italiana, guidata dai portabandiera Elia Viviani e Jessica Rossi, e col capo missione, Carlo Mornati, ha cantato "Tanti auguri a te". Al termine del messaggio, l'olimpionico Aldo Montano ha lanciato il tradizionale grido collettivo di esultanza "Hip Hip urrà" dedicato al Presidente.

false

Mattarella compie 80 anni, pioggia di auguri

Il tabellone dei Giochi: giorno per giorno

(L'articolo prosegue sotto al widget)

 

Atleta russa sviene per il caldo

Nel primo giorno delle Olimpiadi (ma non si tratta del primo giorno di gare) è svenuta per il caldo l'arciera russa Svetlana Gomboeva. L'incidente è avvenuto nella fase di qualificazione e l'atleta è stata immediatamente soccorsa dai medici. Le temperature nella capitale giapponese arrivano fino a 40 gradi e a volte li superano. "Va tutto bene. Ho avuto un terribile mal di testa ma complessivamente sono ok e pronta a continuare la competizione", ha affermato la giovane donna dopo essersi ripresa, secondo quanto riferito dall'agenzia Tass. Stanislav Popov, suo allenatore, ha precisato che Gomboeva non è stata portata in ospedale perché non era necessario e che domenica "proseguirà le gare" con i suoi compagni della nazionale.

La ginnasta dei record

Oksana Chusovitina batterà un record che già detiene dall'edizione 2016 di Rio de Janeiro: quello della ginnasta più anziana nella storia dei Giochi Olimpici. L'atleta ha partecipato per la prima volta nel 1992, a Barcellona, dove fra l'altro si è aggiudicata l'oro nella gara a squadre. Per lei è l'ottava Olimpiade, quasi un record a parte l'inarrivabile canadese Ian Millar che nell'equitazione ne ha disputate ben 10. 
La sua capacità di competere ancora all'età di 46 anni è assolutamente straordinaria, soprattutto in una disciplina come la ginnastica, dominata da adolescenti. "Adoro la ginnastica e mi dico: perché non allenarmi e gareggiare finché ancora non ce la faccio? - aveva spiegato all'Afp a inizio 2020 - Se mi fermassi ora penso che me ne pentirei amaramente". L'atleta ha vinto anche una medaglia d'argento con il volteggio, la sua specialità, nell'edizione del 2008, a Pechino, dove gareggiò con i colori della Germania per permettere a suo figlio Alisher di curare una leucemia. I Giochi di Tokyo saranno i quinti con l'Uzbekistan. Nata il 19 giugno 1975 a Bukhara, Chusovitina ha iniziato la sua carriera con l'Urss ma già nel 1992 partecipò con la squadra unificata delle ex Repubbliche sovietiche. 

Tokyo 2020, Paola Egonu schiaccia nel futuro. "Abbattiamo l'ignoranza"

Non vuole affrontare israelino, algerino lascia

Forfait del judoka algerino Fethi Nourine che si è ritirato dai Giochi di Tokyo prima di gareggiare dopo che il sorteggio lo ha messo sulla strada di un possibile incrocio con un avversario israeliano. Nourine avrebbe dovuto affrontare lunedì il judoka sudanese Mohamed Abdalrasool per il primo incontro e avrebbe affrontato l'israeliano Tohar Butbul in quello successivo. "Abbiamo lavorato molto per raggiungere i Giochi... ma la causa palestinese è più grande di tutto questo", ha detto, aggiungendo che la sua decisione era "finale".

No alla bandiera Ue

Il Comitato olimpico internazionale ha negato la presenza della bandiera dell'Unione europea alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi di Tokyo. La richiesta al Cio di poter sventolare il vessillo blu stellato che rappresenta i 27 Stati Ue era arrivata domenica scorsa da parte del vice presidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, e di Janez Jansa, primo ministro sloveno e presidente di turno del Consiglio Ue. Secondo quanto richiesto da Bruxelles, proprio la delegazione slovena, in occasione del semestre di presidenza Ue, avrebbe dovuto sventolare la bandiera europea durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi per ricordare "i valori che accomunano l'Unione europea e il movimento olimpico".
"Ogni squadra olimpica - ha risposto un portavoce del Cio - può utilizzare solo una bandiera, un emblema e un inno approvati dal Comitato esecutivo del Cio". 

Alloro al Nobel Yunus

Il professor Muhammad Yunus del Bangladesh, imprenditore che si occupa di sociale, economista e premio Nobel per la pace, ha ricevuto l'alloro olimpico per l'anno 2020. Il professor Yunus è stato premiato per il suo ampio lavoro nello sport per lo sviluppo, compresa la fondazione dello Yunus Sports Hub, un'impresa sociale globale network che crea soluzioni attraverso lo sport. 
 Il premio riconosce i contributi del vincitore allo sviluppo umano, in linea con lo spirito degli antichi Giochi Olimpici e la visione di Pierre de Coubertin, fondatore dei Giochi Olimpici moderni.

Leggi anche:

Pass, code, app e confusione. A Tokyo un'odissea degna di Fantozzi

Stadio vuoto, contagi e nervi tesi. Partono i Giochi che nessuno vuole