17 nov 2021

Napoli, corruzione: concorsi truccati per le forze armate, 14 misure cautelari

Il 'sistema a pagamento' consentiva il superamento di test psico-attitudinali. In un caso falsificato più volte test anti Covid per una candidata 29enne

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Corruzione ai concorsi per le forze armate
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Le indagini, condotte dal Nucleo investigativo centrale (Nic) della Polizia penitenziaria, hanno consentito di portare alla luce una trama di episodi corruttivi intessuta, tra la fine del 2020 e la prima metà del 2021, da due agenti della Polizia Penitenziaria, Errico Spena e Maurizio Russo, i quali promettevano o effettivamente procuravano a partecipanti ai concorsi per il reclutamento in corpi delle forze armate (Carabinieri, Esercito e Aeronautica Militare) e nella Polizia penitenziaria, il superamento delle prove psico-attitudinali, a fronte della corresponsione di somme di denaro. 
Gli agenti del Nic della Penitenziaria lo scorso luglio hanno arrestato Spena e Russo in flagranza poiché sorpresi, all'interno degli uffici di un'organizzazione sindacale, nell'atto di ricevere la consegna di 8mila euro. Le indagini hanno poi consentito di far luce su un'estesa ramificazione dei contatti corruttivi e delle complicità rilevanti per l'illecito condizionamento delle procedure concorsuali, da cui le misure cautelari eseguite oggi.  

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Complice un laboratorio di analisi di Avellino

Dall'attività investigativa del Nic della Polizia Penitenziaria, coordinata dalla Procura di Napoli, è emerso che in quattro occasioni, tra il gennaio e il giugno di quest'anno (l'8 gennaio, il 12 febbraio, l'8 maggio e il 21 giugno) l' ex agente ha presentato alla scuola di formazione attestati negativi di un laboratorio di analisi della provincia di Avellino che erano stati modificati. 

La Gip Federica Colucci: "Estrema gravità"

Negli atti dell'indagine figurano diverse intercettazioni telefoniche e la gip di Napoli Federica Colucci sottolinea, nell'ordinanza di custodia cautelare, l' "estrema gravità del reato contestato" ai tre indagati (falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e falsità materiale commessa dal privato reiterate e in concorso). 
Per la giudice, "ciò che è più grave è la reiterazione della falsificazione in un breve lasso temporale e la gratuità di tale condotta". Se la candidata, infatti, "fosse risultata positiva al test, la sua assenza al corso sarebbe stata pienamente giustificata", sottolinea la giudice.

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