Catello Maresca, candidato sindaco del centrodestra a Napoli
Catello Maresca, candidato sindaco del centrodestra a Napoli

Napoli, 18 settembre 2021 – Escluse quattro liste del centrodestra, Maresca perde nomi di peso e un serbatoio elettorale che avrebbe potuto far la differenza. È arrivato nella tarda serata di ieri il verdetto del Consiglio di Stato, che ha confermato la decisione della commissione prefettizia, prima, e del Tar Campania, poi, escludendo dalla competizione elettorale del 3 e 4 ottobre quattro liste a sostegno di Maresca: Prima Napoli, collegata alla Lega di Matteo Salvini, il Movimento quattro zampe-Partito animalista e le due civiche Catello Maresca Sindaco e Maresca Sindaco. Tra le motivazioni addotte dal Consiglio di Stato, non solo il ritardo nel deposito delle liste, ma anche una carenza di documentazione legata al contrassegno nel caso di “Prima Napoli”.

“Accettiamo serenamente la decisione definitiva della giustizia amministrativa, ma non possiamo che essere rammaricati dal fatto che ci sia un vulnus per la democrazia”. Commenta così Catello Maresca, candidato sindaco di Napoli per il centrodestra, l'esclusione delle liste a suo sostegno. “È un fatto oggettivo: quando più di 40 liste, tra consiglio comunale e municipalità vengono escluse, credo che tutti quelli che hanno a cuore la democrazia si debbano rammaricare", ha aggiunto il magistrato in aspettativa.

Sette candidati sindaco in campo con 32 liste

Sono sette i nomi in campo per il dopo de Magistris alla guida del Comune di Napoli. A sostenerli ci sono oltre mille candidati al Consiglio comunale, suddivisi in 32 liste, che si contenderanno la preferenza dei circa 750mila elettori, su una popolazione complessiva di quasi un milione di persone.

Il centrosinistra, il M5s e pezzi del mondo centrista e moderato si schierano con Gaetano Manfredi. Con il “Patto per Napoli”, l'ex ministro del Conte bis replica nel capoluogo campano l'alleanza siglata a livello nazionale tra Pd e pentastellati. A completare l'ampia e variegata coalizione, con 13 liste, ci sono, tra gli altri, Leu, Europa Verde e Iv, che confluisce nella lista “Azzurri per Napoli”, all'interno della quale figurano anche alcuni ex esponenti del centrodestra. Diversi i transfughi che hanno lasciato de Magistris per accasarsi con l'ex rettore della Federico II, che gode del favore dei sondaggi e che potrebbe spuntarla al primo turno.

In alto: Manfredi e Maresca. In basso: Bassolino e Clemente

Sul fronte opposto, dopo la tagliola della giustizia amministrativa, a Catello Maresca restano otto liste: alle cinque civiche si aggiungono FdI, FI e Coraggio, mentre non ci sarà il popolo della Lega, dopo l'esclusione di “Prima Napoli”, insieme con le due civiche di diretta ispirazione del magistrato in aspettativa, nonché del “Movimento a quattro zampe - Partito animalista”.

Ci riprova Antonio Bassolino, alla guida di cinque liste: quattro civiche e Azione, il partito fondato da Carlo Calenda. La vicesindaco di Luigi de Magistris, Alessandra Clemente corre senza l'appoggio del “Movimento DemA”, esclusa dalla commissione prefettizia, ma potrà contare sul sostegno di “Potere al popolo” e di due civiche di sua diretta ispirazione. Una parte della base del M5s, in segno di rottura con la leadership di Conte e con la decisione di andare con il Pd, lancia un proprio candidato, il consigliere comunale uscente Matteo Brambilla, che guiderà la lista “Napoli in Movimento - No alleanze”. Completano il quadro il biologo Giovanni Moscarella con il 'Movimento 3V', vicino alle posizioni no vax e no Green pass, e Rossella Solombrino, che prova a portare in consiglio comunale il “Movimento 24 agosto per l'equità' territoriale” di Pino Aprile.

Tra gli esclusi di Maresca, anche “nomi portavoti”

Al ritardo nel deposito, si aggiunge tra le motivazioni anche una carenza di documentazione che, nel caso della Lega, è legata al contrassegno. Per il magistrato in aspettativa, che sperava di ribaltare l'esito del Tar, è una doccia fredda. Maresca prova a minimizzare, rimarcando che la campagna elettorale va avanti, ma da qui alle elezioni dovrà fare a meno delle liste in molte Municipalità e di diversi candidati “portavoti”, ma anche di qualche nome simbolo, a cominciare da Claudio Salvia, figlio dell'ex vicedirettore del carcere di Poggioreale, ucciso dalla camorra. Non ci sarà l'ex consigliere regionale e comunale Pietro Diodato, che dopo una notte tesissima nella sede di FdI, si era trasferito al quartier generale di Maresca per ottenere una candidatura.

La “diffusa incompletezza” nella documentazione delle liste del candidato sindaco, segnalata dalla commissione prefettizia e confermata da Tar e Consiglio di Stato, potrebbe essere legata anche a questo episodio. Maresca dovrà fare a meno anche di Ciro Langella, rappresentante dei tassisti e uno dei due ex Dema schierati con il pm, insieme con l'ex assessore Daniela Villani, anche lei esclusa dalla contesa. Nella “Lista Catello Maresca” figurava il consigliere comunale uscente di FI, Armando Coppola. Tra le fila di “Prima Napoli” c'erano invece diversi consiglieri municipali uscenti e professionisti che nelle precedenti tornate avevano ottenuto buoni risultati, ma anche il rappresentante dei Pensionati, Fortunato Sommella. Maresca perde anche il contributo del Partito Animalista, lista animata dall'ex parlamentare e consigliere regionale Marcello Taglialatela.