21 gen 2022

Napoli camorra, pestaggio punitivo per un ventenne a Scampia: in manette figlio del boss

La vittima, 20 anni, di Melito aveva parlato male di Salvatore Petriccione, 21 anni, ras emergente del clan della Vanella Grassi

Carabinieri Napoli (immagini d'archivio)
Carabinieri Napoli (immagini d'archivio)

Napoli, 21 gennaio 2022 - La vittima del pestaggio, un giovane 20enne di Melito, aveva parlato male del figlio del boss. E' quanto emerge dalla misura cautelare firmata dal gip Luca Battinieri. In più occasioni il ventenne aveva detto alla sua fidanzata dell'epoca che "Salvatore Petriccione non era buono e che doveva fare una brutta fine". Uno sfogo, forse qualcosa di più, a una ragazzina di 16 anni, figlia di un pregiudicato di Scampia, quartiere a Nord di Napoli.

La vendetta della ex

Poi la relazione "dopo tre anni di alti e bassi", è finita e quelle confidenze sono state sussurrate all'orecchio di Salvatore junior, 21 anni, ras emergente del clan della Vanella Grassi, e figlio del boss detenuto suo omonimo. La ragazza lasciata aveva astio nei confronti dell'ex "anche per uno schiaffo ricevuto" e così non ci ha pensato due volte a "mettere in giro la voce". E per quella "voce" il ragazzo incensurato di 20 anni del quartiere napoletano di Secondigliano è stato bersaglio del brutale pestaggio avvenuto il 7 gennaio 2021.

Il clima di omertà, la svolta nelle indagini

Il gip in poche pagine ha ricostruito una indagine difficile per il clima di omertà e paura legato a quell'episodio. La vittima non ha mai fatto i nomi dei suoi aggressori, il padre ha provato ad aiutare gli inquirenti, ma sapeva poco. La svolta è arrivata quando uno dei partecipanti al raid violento ha raccontato ai pm cosa fosse accaduto quella notte: "Aveva parlato male di Petriccione ed è stato punito". Per attirare in trappola la vittima il branco del babyras hanno usato un profilo sociale falso di una ragazza su Telegram, "Anna", invitandola a un appuntamento per conoscersi, corteggiandola per arrivare a questo obiettivo. "Ci vediamo all'1.30 davanti allo stadio Landieri", l'ultimo messaggio in chat. "Mi hanno rapinato", aveva detto il ventenne ai carabinieri mentre era in ospedale in gravi condizioni.

La notte della spedizione

I fatti risalgono alla notte del 7 gennaio, il pestaggio è avvenuto nei pressi dello stadio Landieri di Scampia. In particolare, la vittima, mentre si trovava a bordo della sua autovettura, parcheggiata in largo Dino Battaglia, fu raggiunta da un gruppo di persone, tra cui Petriccione Junior, che - dopo aver circondato l'auto del giovane ed aver infranto con un girabacchino il finestrino lato guida del veicolo - lo picchiarono violentemente al volto, procurandogli gravi lesioni. A seguito del pestaggio, la vittima era stata ricoverata in prognosi inizialmente riservata nell'ospedale Cardarelli di Napoli.

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