Carabinieri (immagini di repertorio)
Carabinieri (immagini di repertorio)

Napoli, 13 dicembre 2021 - Erano stati controllati e sanzionati, nel Napoletano, per il mancato rispetto della normativa anti Covid-19 le due persone ritenute responsabili, dai carabinieri e dalla Procura di Napoli, dell'attentato dinamitardo ai danni di un noto panificio di Napoli e questo particolare, insieme con l'analisi dei sistemi di videosorveglianza, ha consentito agli inquirenti di individuarli.

I carabinieri del Comando provinciale di Napoli hanno notificato due arresti in carcere emessi dal gip emessi nei confronti di Giuseppe Robustelli e Charles Di Martino, 37 e 42 anni, accusati dalla Dda di detenzione e porto in luogo pubblico di esplosivi e danneggiamento, con l'aggravante del metodo mafioso. Al primo la misura cautelare è stata notificata in carcere, dove si trova in quanto accusato di altri reati. Il secondo invece è, al momento, irreperibile. L'attività commerciale, “Sfizi di Pane Marigliano”  a Napoli in via Ferrara 77, , presa di mira dagli indagati si trova nel quartiere Vasto del capoluogo partenopeo.

L'esplosione dell'ordigno, di tipo rudimentale, risale al 20 aprile scorso, alle tre e mezza del mattino. Le immagini di diversi sistemi di video sorveglianza presenti nella zona hanno consentito ai militari dell'arma di individuare l'autovettura usata dai presunti responsabili dell'attentato e di ricostruire l'intero tragitto percorso sia per arrivare in prossimità del panificio, sia per allontanarsi dal luogo dell'attentato.

Chi sono i due attentatori 

È ritenuto un criminale anarchico, Charles Di Martino, 42 anni, accusato insieme con Giuseppe Robustelli, 37 anni, già in cella,dell'attentato dinamitardo messo a segno al noto panificio del quartiere Vasto del capoluogo partenopeo.

L'auto a bordo della quale hanno compiuto l'attentato, identificata dai sistemi di rilevazione targhe della zona, è risultata intestata al fratello di Robustelli. Di Martino, sulle cui tracce ci sono i militari dell'arma e la Dda, non risulta essere un tipo incline a rispettare le regole, anche nell'ambito di una federazione mafiosa come l'Alleanza di Secondigliano, della quale fanno parte una fitta galassia di gruppi camorristici ma anche importanti clan come i Licciardi e i Contini.

Secondo quanto emerge dall'attività investigativa dei Carabinieri e della Dda, Charles Di Martino fu destinatario di una dura reprimenda da parte di un elemento di spicco di uno dei clan che compongono i vertici dell'Alleanza, soprannominato “Francuccio ò cavallaro”, per il furto “non autorizzato” di una borsa. Il soggetto in questione, potrebbe essere uno storico affiliato di recente scarcerato dopo 13 anni di detenzione.