Napoli, 22 luglio 2021 – Sono scoppiate le prime proteste contro il G20 Ambiente, stamattina attivisti in corteo al porto di Napoli e alla raffineria Q8, oltre al blocco dello svicolo autostradale della A3 di Ponticelli, nella zona orientale della città.

La protesta degli ambientalisti contro “le politiche di greenwashing” delle multinazionali è iniziata questa mattina con una manifestazione al porto commerciale di Napoli, punto di approdo del traffico merci di tutto il Mediterraneo e quindi considerato dagli attivisti come una delle “bombe ecologiche” del territorio.

"Oggi blocchiamo il porto di Napoli, polo strategico per tutto il Mediterraneo. La circolazione delle merci è attualmente uno dei fattori più inquinanti, da quella su gomma a quella su mare. Troppo spesso lavoratori e lavoratrici sono stati costretti a scegliere tra la disoccupazione e la tutela della vita e della salute", hanno spiegato i Disoccupati del Movimento 7 Novembre in contemporanea con l'apertura del G20 Clima, ambiente ed energia in corso a Palazzo Reale.

Gli attivisti descrivono i terminal portuali come "bombe ecologiche" e aggiungono che "le stesse aziende che sfruttano i lavoratori e le lavoratrici sono quelle che inquinano l'ambiente, quelle che violano le norme per la salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori, licenziano e fanno ritorsioni contro chiunque abbia osato denunciare la fatiscenza dei mezzi, delle attrezzature, dei locali e delle aree esterne dei terminal, e dovendo fare i conti con un clima di complicità e di omertà alimentato dai vertici dei sindacati confederali"

A3, bloccato lo svincolo di Ponticelli

In mattinata, gli attivisti dei movimenti ambientalisti hanno bloccato il traffico allo svincolo della A3 di Ponticelli, nella zona orientale di Napoli. Gli attivisti di "Bees against G20", sigla con la quale i movimenti stanno mettendo in campo azioni contro il G20 ambiente, clima ed energia in corso a Napoli, hanno raggiunto la raffineria Q8 di via Galileo Ferraris prima di muoversi verso lo svincolo autostradale.

I manifestanti intendono dire "no all'ipocrisia del G20 e delle politiche di greenwashing”.

“Il G20 balla sul Titanic e noi tutti, parti di questa umanità che vive in terza classe, stiamo affondando insieme a tutto il pianeta, se non ci ribelliamo a questo gruppo di autocrati che agisce soltanto in nome degli interessi e dei profitti delle multinazionali"”, concludono i manifestanti. “É urgente – aggiungono – mettere in discussione questo modello di sviluppo per non lasciare alle nuove generazioni un mondo sempre più tossico e invivibile, come ci dicono i disastri climatici che si riproducono in questi giorni e l'emergere di nuove pandemie legate proprio alla distruzione degli ecosistemi. Giustizia ambientale e giustizia sociale sono due lati della stessa medaglia".