Quotidiano Nazionale logo
quotidiano nazionale
19 mag 2022

Tom sempre al Top (Gun): "Io tifo cinema"

Il divo a Cannes con “Maverick“, 36 anni dopo: "Lo streaming? No. I film li guardo in sala. Anche mascherato, con un cappello da baseball"

19 mag 2022
andrea
Magazine
Tom Cruise (60 anni il 3 luglio) con Jennifer Connelly (51 anni), ieri a Cannes alla “prima“ di “Top Gun: Maverick“
Tom Cruise (60 anni il 3 luglio) con Jennifer Connelly (51 anni), ieri a Cannes alla “prima“ di “Top Gun: Maverick“
Tom Cruise (60 anni il 3 luglio) con Jennifer Connelly (51 anni), ieri a Cannes alla “prima“ di “Top Gun: Maverick“
Tom Cruise (60 anni il 3 luglio) con Jennifer Connelly (51 anni), ieri a Cannes alla “prima“ di “Top Gun: Maverick“
Tom Cruise (60 anni il 3 luglio) con Jennifer Connelly (51 anni), ieri a Cannes alla “prima“ di “Top Gun: Maverick“
Tom Cruise (60 anni il 3 luglio) con Jennifer Connelly (51 anni), ieri a Cannes alla “prima“ di “Top Gun: Maverick“

di Andrea

Martini

Un po’ d’ Italia il russo dissidente Serebrennikov ieri in concorso a Cannes. Come già il romanzo di Paolo Cognetti (Premio Strega 2017) a cui s’ispira “Le otto montagne“, film italobelga firmato da Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, fa della montagna il luogo in cui spirito e natura s’incontrano rendendo legami e amicizie indissolubili. Le visioni delle cime e dei ghiacciai sono trascinanti (alla Malick) ma la vicenda, nonostante i bravi Luca Marinelli e Alessandro Borghi, non cattura e la spontaneità della pagina affonda in immagini solo struggenti, sicché i 147 minuti intimoriscono come una ripida parete da scalare.

Le dissolutezze e la vita libertina con dichiarate pendenze omosessuali di Tchaikovsky sono sempre state occultate. Dal perbenismo dell’epoca zarista e da quello della cultura sovietica: l’immoralità licenziosa poteva nuocere alla monumentale grandezza del compositore. Sulla disperata ricerca di un equilibrio tra arte e vita era già incentrato “L’altra faccia dell’amore“, realizzato da Ken Russell 50 anni fa. Al privato di Tchaikovsky con altri occhi e altra sensibilità torna oggi il regista russo (berlinese dopo le traversie in patria) Kirill Serebrennikov e in “Tchaikovsky’wife“, dramma lucido e implacabile, racconta il matrimonio di facciata con cui il compositore cercava di allontanare fondate maldicenze, rovesciandone l’ottica. Protagonista è infatti la consorte Antonina che quel vincolo sacralizza non accetta di sciogliere: l’avversità della famiglia e persino l’odio del compositore (odio soprattutto contro se stesso) sono il motore della sua ostinazione. Respinta, cacciata, scenderà tutti i gradini di un’autodegradazione che sfocia in follia. Serebrennikov ne fa – come Truffaut in “Adele H“ – il simbolo della ribellione femminile all’universo chiuso della celebrità maschile.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?