(Foto: ClarkandCompany/iStock)
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Il fumo passivo è ancora più pericoloso di quanto pensassimo. Lo dice uno studio condotto dall'American Cancer Society, che, dopo avere condotto un'indagine di oltre dieci anni su migliaia di non fumatori, ha concluso che l'inalazione involontaria delle sostanze provenienti dalle sigarette durante l'infanzia aumenta in modo considerevole il rischio di morire a causa della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), anche a molti anni di distanza.

UN'INFANZIA TRA I FUMI DI SIGARETTA
La ricerca ha coinvolto 70.000 adulti statunitensi che non hanno mai fumato, le cui condizioni di salute sono state monitorate dal 1992 al 2014. Attraverso una serie di sondaggi approfonditi, che includevano, tra le altre, la raccolta di informazioni su abitudini comportamentali e fattori ambientali, i ricercatori hanno scoperto che i soggetti esposti al fumo passivo in un qualunque periodo della loro infanzia avevano il 21% in più di probabilità di morire di BPCO, malattia cronica polmonare caratterizzata da una ostruzione bronchiale.

Per coloro che avevano avuto a che fare con un fumatore per tutta la loro infanzia (ossia un periodo definito fino a 16-18 anni) la probabilità di decesso per questa grave patologia respiratoria saliva addirittura al 31%.

LE CONSEGUENZE SI PAGANO DA ADULTI
I risultati, pubblicati sull'American Journal of Preventative Medicine, sono i primi a indicare in modo evidente che il contatto con il fumo passivo durante lo sviluppo infantile e adolescenziale può portare a morte per BPCO anche in età avanzata, e in modo indipendente dal proprio stile di vita. I dati raccolti, dicono gli autori, "suggeriscono che l'esposizione precoce al fumo passivo potrebbe essere il primo passo di una catena di eventi che inizia con uno scarso sviluppo polmonare e asma infantile, per poi proseguire con lo sviluppo della BPCO e, infine, con la morte".

Gli scienziati sottolineano inoltre che, nonostante l'indagine si sia concentrata sui decessi per broncopneumopatia cronica ostruttiva, ci sono sufficienti prove indirette per concludere che, più in generale, inspirare i fumi delle sigarette nei primi anni di vita incida sulla mortalità per malattie respiratorie da adult i. Non a caso, già altri studi hanno evidenziato dei legami tra l'esposizione infantile e il rischio di contrarre patologie polmonari, cardiovascolari o tumorali, sia nell'età dello sviluppo che in fasi successive.

"Dobbiamo essere consapevoli degli effetti del fumo passivo; sembrano essere di lunga durata. Dobbiamo continuare a ridurre la nostra esposizione", ha detto al Washington Post l'autore principale dello studio Ryan Diver.