di Riccardo Jannello Un’icona per la scienza e per la cultura popolare: che siano stati gli studi sui buchi neri o il personaggio a lui ispirato nei Simpson o le apparizioni in Star Trek o l’incontro con Sheldon in The Big Bang Theory tutto di Stephen Hawking è passato alla storia e ora resterà indelebile nell’archivio che la famiglia ha venduto alla biblioteca dell’Università di Cambridge, dove ha studiato e insegnato per oltre quarant’anni. Valore 4,2 milioni di sterline (4,88 milioni di euro). Ci sono documenti, lettere a mano e dattiloscritti, fotografie, appunti di ricerca, cimeli, trascrizioni dal sintetizzatore vocale e ogni altro documento che aveva messo da parte, anche le...

di Riccardo

Jannello

Un’icona per la scienza e per la cultura popolare: che siano stati gli studi sui buchi neri o il personaggio a lui ispirato nei Simpson o le apparizioni in Star Trek o l’incontro con Sheldon in The Big Bang Theory tutto di Stephen Hawking è passato alla storia e ora resterà indelebile nell’archivio che la famiglia ha venduto alla biblioteca dell’Università di Cambridge, dove ha studiato e insegnato per oltre quarant’anni. Valore 4,2 milioni di sterline (4,88 milioni di euro).

Ci sono documenti, lettere a mano e dattiloscritti, fotografie, appunti di ricerca, cimeli, trascrizioni dal sintetizzatore vocale e ogni altro documento che aveva messo da parte, anche le sceneggiature pop: dalla serie più "scorretta" per eccellenza, appunto i Simpson alla partita a poker con Einstein, Newton e il robot Data in Star Trek-The Next Generation oltre a quelle di numerosi programmi di divulgazione che hanno sfruttato il suo sapere. Hawking è stato un personaggio sopra le righe nei confronti del quale anche la malattia, la più terribile, si è dimostrata atipica concedendogli quarant’anni di tempo contro gli spiccioli che altri vivono con la Sla (mai in realtà diagnosticata, parlando nel suo caso di "malattia del motoneurone").

Non solo: il Museo della Scienza di Londra ricostruirà il laboratorio di Hawking con tanto di sedia a rotelle. La famiglia è felice "che il suo lavoro e i ricordi della sua vita siano stati salvaguardati per le generazioni future, Per lui la scienza doveva essere democratica, appannaggio di tutti e non di di poche élite".

Stephen William Hawking – nato a Oxford l’8 gennaio 1942 e morto a Cambridge il 14 marzo 2018, nelle città delle più prestigiose università inglesi e tra le più importanti al mondo – non ha mai ricevuto il Nobel, ma è considerato uno dei massimi scienziati di tutti i tempi. Lui scherzava sul fatto che fosse nato esattamente 300 anni dopo la morte di Galileo Galilei, quasi fosse una reincarnazione, e che quindi non potesse fare altro che scrutare l’universo e darci soluzioni sulla sua creazione e la sua evoluzione. Gli studi sui buchi neri, sulla radiazione, sull’inflazione cosmica e il Bosone di Higgs sono solo alcuni dei campi nei quali ha dato una parola decisiva.

Nella biblioteca di Cambridge le 10mila carte di Hawking saranno accanto agli scritti di Isaac Newton e Charles Darwin e anche questo non è un caso, perché le ceneri dello scienziato sono conservate nell’Abbazia di Westminster assieme a quelle dello scopritore della legge di gravità universale e del teorico dell’evoluzione, tutti e tre docenti a Cambridge. E a Newton lo lega anche il QI di 160, lo stesso attribuito ad Albert Einstein.

Il materiale che la famiglia Hawking ha venduto va dall’infanzia al 2008. Particolare "commozione", sottolinea l’ateneo, è trasmessa dai manoscritti fra il 1963 e il 1972 che riflettono l’andamento sempre più crescente della malattia. Anni nei quali lo scienziato ha avuto sempre più bisogno accanto a sé di infermiere, tanto che con una di esse, Elaine, tradì non solo la prima moglie Jane – che dopo il secondo divorzio dello scienziato gli tornò vicina con i tre figli Robert, Lucy e Tim –, ma anche l’amico David Mason, marito della donna, che per lui aveva ideato il metodo per la trasmissione della voce. Una storia, quella di Hawking, che se Stoccolma ha sottovalutato, Los Angeles ha invece premiato, portandola al cinema con La teoria del tutto, che ha assicurato l’Oscar 2015 per il migliore attore a Hawking-Eddie Redmayne.