di Beatrice Bertuccioli Mica facile correre dietro a un criminale fieramente issata su un tacco 12. Ma Lolita Lobosco è così, non ci pensa proprio a mortificare la propria prorompente femminilità per farsi rispettare come vicequestore della città di Bari. Una tosta, la bella Lolita, personaggio nato dalla penna di Gabriella Genisi "come risposta a Montalbano, non per emularlo – precisa la scrittrice – ma per bilanciare la presenza femminile in questo genere". E Andrea Camilleri, racconta l’autrice, aveva approvato. E se Montalbano è indissolubilmente legato a Luca Zingaretti, è ora la moglie...

di Beatrice Bertuccioli

Mica facile correre dietro a un criminale fieramente issata su un tacco 12. Ma Lolita Lobosco è così, non ci pensa proprio a mortificare la propria prorompente femminilità per farsi rispettare come vicequestore della città di Bari. Una tosta, la bella Lolita, personaggio nato dalla penna di Gabriella Genisi "come risposta a Montalbano, non per emularlo – precisa la scrittrice – ma per bilanciare la presenza femminile in questo genere". E Andrea Camilleri, racconta l’autrice, aveva approvato. E se Montalbano è indissolubilmente legato a Luca Zingaretti, è ora la moglie dell’attore, Luisa Ranieri a impersonare la protagonista della nuova serie, Le indagini di Lolita Lobosco, regia di Luca Miniero, 4 puntate in prima serata su Raiuno, da domenica 21 febbraio.

Ranieri, come nasce l’incontro con Lolita Lobosco?

"Quando mio marito Luca ha letto i romanzi di Gabriella Genisi ha subito pensato che Lolita fosse un personaggio adatto a me, e io mi ci sono rivista. È una donna moderna, una donna di oggi, che porta avanti le indagini senza mai rinunciare al tacco 12, in modo quasi provocatorio, perché non ha bisogno di nascondere la sua femminilità e mascherarsi da uomo per essere autorevole. Mi piace molto di questo personaggio anche l’ironia, l’atteggiamento che la porta, nel dover comandare una squadra di uomini, ad essere sì secca, dura, ma anche scherzosa e affettuosa senza per questo sembrare debole".

Ma una fatica portare sempre il tacco 12.

"Lolita li indossa con disinvolutra: scende dai tacchi solo quando dorme".

Si è parlato di un Montalbano al femminile.

"È un onore essere paragonata a Montalbano. E non lo dico perché è interpretato da mio marito, ma perché ci sono gli ascolti che parlano di uno straordinario successo, molto difficile da eguagliare. In ogni caso penso che siano profondamente diversi. Montalbano si muove in un mondo quasi metafisico, in un paese, Vigata, che non esiste, mentre Lolita agisce qui e ora".

Lolita sembra che abbia dovuto scegliere tra lavoro e famiglia, rinunciando a quest’ultima.

"La famiglia non è il punto di riferimento di Lolita, e questo è un atteggiamento insolito per una donna del sud dove il primo obiettivo di una donna sembra debbano essere matrimonio e figli. L’ho sperimentato anche su di me, diventata madre a a 38 anni. Quando mi incontravano, la prima domanda non era: come stai? Ma: quando fai un figlio? Purtroppo le donne non sono aiutate come dovrebbe accadere in un Paese moderno, noi non siamo la Svezia".

Questa è la prima serie prodotta dalla Zocotoco, società di produzione di Luca Zingaretti e sua. Bello fare scelte insieme?

"Inizialmente Zocotoco produceva documentari e spettacoli teatrali. Poi con Luca ci siamo detti che sarebbe stato bello farlo diventare un laboratorio di idee. La prima produzione è stata La vita segreta di Maria Capasso, il film che ho interpretato diretta da Salvatore Piscicelli. Il prossimo lavoro sarà Il re, per Sky, con Luca. Progetti, almeno per ora, nati con noi e per noi".