2 apr 2022

La ragazza e l’orrore nazista di Sant’Anna

Morta a 96 anni Cesira Pardini, testimone simbolo della strage del 12 agosto ’44: salvò due sorelle, ne perse altre due e la mamma

lorenzo guadagnucci
Magazine
La strage di Sant’Anna di Stazzema in un’immagine di copertina del dicembre ’45
La strage di Sant’Anna di Stazzema in un’immagine di copertina del dicembre ’45
La strage di Sant’Anna di Stazzema in un’immagine di copertina del dicembre ’45

di Lorenzo Guadagnucci Cesira Pardini, quando fu messa al muro con la madre, quattro sorelle (una neonata) e un’altra ventina di persone, aveva in mano una borsa con una bottiglia d’olio, che si versò mentre lottava con il soldato che la spingeva a forza verso l’esecuzione. Poco dopo la mitragliatrice fece fuoco e lei, pur ferita, ebbe la prontezza di aprire un portone alle sue spalle, trascinando con sé le sorelle Adele, Lilia e Maria, di quattro, dieci e sedici anni. Cesira, al tempo della strage di Sant’Anna di Stazzema, il 12 agosto 1944, aveva diciott’anni, prima di nove fratelli: se n’è andata ieri all’età di 96 anni, lasciando una preziosa testimonianza di vita, l’esempio di una giovane donna che in un lampo di lucidità salvò sé stessa e due sorelle da morte sicura, ma perse nella strage un’altra sorella (Maria, morta poco tempo dopo per le ferite riportate), la madre Bruna e la sorellina Anna, di appena venti giorni, la più giovane vittima di un eccidio che fece circa 400 vittime, per lo più donne e bambini. Dei 28 messi al muro nella frazione di Coletti si salvarono in quattro: le tre sorelle Pardini e Paolo Lencioni, bimbo di nemmeno un anno. Cesira Pardini è stata una delle voci più importanti nella memoria pubblica della strage, specie dopo il processo al tribunale militare della Spezia, fra 2004 e 2005, chiuso con le condanne all’ergastolo per dieci ormai anziani ex appartenenti alle SS naziste, al termine di un dibattimento che cambiò la percezione pubblica dei fatti del 12 agosto 1944. Finì solo allora, a sessant’anni dai fatti, l’oblio caduto sull’eccidio fin dal primo dopoguerra. All’indomani della strage, la gente di Sant’Anna si sentì abbandonata dallo Stato nella sua ricerca di verità e giustizia, mentre cresceva il rancore verso i partigiani, accusati – ...

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