Il Volo a Matera (Ph Luigi Listi)
Il Volo a Matera (Ph Luigi Listi)

Roma, 6 novembre 2019 - Il Volo non si è fermato mai un momento, verrebbe da dire parafrasando uno dei grandi classici che impreziosiscono 10 Years, l’antologia con cui Piero Barone, Gianluca Ginoble e Ignazio Boschetto festeggiano il primo compleanno a cifra tonda del loro sodalizio nato davanti alle telecamere del talent di Antonella Clerici Ti lascio una canzone. Ed è proprio a cavallo di quella notte che "insegue sempre il giorno" a raccontarli il dvd dello spettacolare concerto ripreso a Matera lo scorso giugno dalla rete americana Pbs accluso all’edizione espansa del "best of" con 19 canzoni tra cui le sanremesi Grande amore e Musica che resta, arrovellata dal violino di Alessandro Quarta. Una serata magica (anzi due) da cui è tratto in parte pure lo speciale su questo decennale in onda il 19 novembre su Canale 5.

Due milioni di dischi venduti, 220 milioni di streaming sulle piattaforme online, 500 milioni di views e oltre un milione d’iscritti al proprio canale ufficiale YouTube danno il senso di quello che è oggi il trio, che domenica alle 16 offrirà al pubblico milanese un mini live dal balcone della Mondadori di piazza Duomo (lo stesso da cui al tempo si affacciarono i Beatles), così come lo danno le cifre del tour sudamericano da cui è rientrato solo quattro giorni fa dopo aver richiamato settantamila spettatori in 17 concerti. Piero, Gianluca e Ignazio assicurano che entro Pasqua ci saranno delle novità, ma intanto annunciano due concerti-evento all’Arena di Verona il 30 agosto e al Teatro Antico di Taormina il 4 settembre, annunciati con quasi un anno d’anticipo "per fare sapere ai nostri fan che, nonostante gli impegni esteri, non ci siamo dimenticati di loro". Tutto all’impronta di quel mix di "musica, amicizia e fedeltà" che, piaccia o no, li ha resi i migliori nel loro genere.

"È stato al Luna Park, la più prestigiosa arena da concerti di Buenos Aires, che abbiamo veramente capito l’importanza del patrimonio musicale italiano; è esaltante scoprire come, nel mondo, la nostra cultura venga apprezzata e stimata" dicono. "Il grande sogno? Diventare gli eredi di Luciano Pavarotti ed Andrea Bocelli!". I "best", di solito, mettono un punto nella carriera per poi andare a capo.

Come?
"Per noi non si tratta di un punto, ma al limite di una virgola; ci siamo resi conto, infatti, che il pop lirico è il nostro destino".

Perché?
"Perché esportiamo nel mondo la cultura italiana tradizionale, quella del belcanto che, con tutto il rispetto, non è la trap di Sfera Ebbasta, ma la melodia così come è nata molti anni fa. Questo non significa che non ci piacciono Salmo o John Mayer. Ai soundcheck ci divertiamo a cantare le canzoni di Sting. L’importante è avere una cultura musicale che permetta di conoscere il più possibile".

È possibile sintetizzare questi dieci anni in quattro momenti?
"Sicuramente il concerto We Are the World 25 per Haiti, il tour in Nordamerica con Barbra Streisand e l’omaggio ai Tre Tenori in piazza Santa Croce a Firenze con Plácido Domingo, l’esibizione a Panama per Papa Francesco".

Avventure?
"A Piero in Guatemala hanno rubato il passaporto, poi ritrovato in un centro commerciale. In camera non gli avevano rubato solo l’astuccio dei documenti, ma tutta la cassetta di sicurezza".

C’è un dazio da pagare alla popolarità?
"Viviamo una vita bellissima, ma non sempre facile. Stare lontani da casa per mesi significa a volte tornare e trovare le cose diverse da prima senza aver potuto essere parte di quel cambiamento".

Che si prova a tornare e scoprire che in Italia un calciatore può essere fischiato per il colore della pelle?
"Ci si convince ancora di più che il razzismo è figlio dell’ignoranza. Se incontrassimo Balotelli correremmo a stringergli la mano".