Golden Globes in crisi
Golden Globes in crisi

Roma, 16 marzo 2021 - Investita dalle polemiche e dal tracollo degli ascolti (i Golden Globes 2021 hanno segnato un meno 60% di share) la Hollywood Foreign Press Association corre ai ripari: l'associazione della stampa internazionale a Hollywood, che gestisce e organizza i Globes, ha comunicato ufficialmente un aumento dei membri e promette che almeno il 13% sarà di colore. "Riconosciamo che avremmo dovuto fare di più e farlo prima", recita il comunicato ufficiale, "ma continueremo a essere trasparenti, a fornire aggiornamenti e abbiamo fiducia di potere restituire autorevolezza alla nostra organizzazione e ai nostri premi".

La crisi della Hollywood Foreign Press Association

La crisi è esplosa pochi giorni prima della cerimonia per assegnare i Golden Globes 2021: un reportage del Los Angeles Times ha messo nero su bianco ciò che tutti gli addetti ai lavori conoscevano, ma che nessuno criticava apertamente. In poche parole, che la HFPA è composta da sole 87 persone, tutte bianche, in là con gli anni e che talvolta non sono affatto rappresentative di un determinato Paese (la persona che rappresenta l'India è tedesca, per esempio). Inoltre, è stata messa in dubbio la competenza dei membri e la loro influenzabilità. Il tracollo degli ascolti dell'edizione 2021, con un calo del 60% degli spettatori, è stato un ulteriore colpo al cuore.

Ad aggiungere sale sulle ferite, lunedì 15 marzo oltre cento agenzie e agenti dello spettacolo hanno fatto sapere che "non possiamo più permettere ai nostri clienti di partecipare a eventi della HFPA o a interviste con i loro membri, mentre aspettiamo che l'associazione chiarisca i piani e le tempistiche di una sua riforma". Una presa di posizione così esplicita e ampia non ha precedenti. Ed ecco che HFPA è corsa ai ripari.

Per approfondire: I Golden Globes sono morti?



La riforma della HFPA

Nel comunicato diffuso dalla Hollywood Foreign Press Association si legge che "a dimostrazione del nostro impegno, il consiglio d'amministrazione ha approvato all'unanimità un piano per portare il numero degli iscritti ad almeno cento persone entro quest'anno, con il requisito aggiuntivo che come minimo il 13% siano giornalisti di colore". Poco più avanti si legge che "comprendiamo che è un processo a lungo termine", ma viene promessa trasparenza durante tutto il percorso.

Il concetto di "lungo termine" è centrale: il reportage del Los Angeles Times non ha svelato niente di sconosciuto, ha solo detto al mondo che il re era nudo. Non basta dunque aumentare il numero dei membri ed evitare che siano tutti bianchi: l'autorevolezza dei Golden Globes era legata a questioni pubblicitarie, perché tutti noi spettatori eravamo influenzabili da questo premio ed eravamo disposti a considerare valido un prodotto premiato, dunque a spendere soldi per vederlo. Tant'è che i trailer sottolineavano regolarmente se c'erano state vittorie. Esattamente come accade con gli Oscar, che però ha quasi diecimila membri provenienti da tutto il mondo. Soprattutto negli Stati Uniti, mercato fondamentale per la HFPA, oggi dichiarare di avere vinto un Golden Globe non ha lo stesso significato che aveva l'anno scorso. Potrebbe addirittura risultare controproducente. Dunque, appunto, riconquistare la fiducia è una cosa di lungo termine. Il primo passo è un aumento dei membri: staremo a vedere se sarà considerato sufficiente.

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