Daniel Radcliffe in una scena di 'Harry Potter 8' - Foto: Warner Bros.
Daniel Radcliffe in una scena di 'Harry Potter 8' - Foto: Warner Bros.

Per anni Daniel Radcliffe e la sua controfigura David Holmes hanno lavorato fianco a fianco nella saga di 'Harry Potter': ora chiedono a gran voce che l'Academy inserisca una nuova categoria di Oscar dedicati ai professionisti e alle professioniste degli stunt. "Mettiamo a rischio le nostre stesse vite allo scopo di intrattenere il pubblico", dice Holmes, "ed è un po' ridicolo che, mentre tutti gli altri dipartimenti hanno una loro categoria, proprio la nostra rimanga esclusa". Un appello che giunge ancora più forte se teniamo conto che Holmes ha subito un grave infortunio proprio mentre girava l'ultimo capitolo di 'Harry Potter': il 28 gennaio 2009, all'età di venticinque anni, ha riportato una frattura alla colonna vertebrale ed è rimasto paralizzato dal petto in giù.


Un Oscar per gli stunt

David Holmes non si piange addosso e anzi sostiene che "ci sono persone nel mondo che hanno una vita molto peggiore della mia, dunque mi considero fortunato". Una forza d'animo che ha utilizzato anche per ideare il podcast 'Cunning Stunts', nel quale insieme all'amico Daniel Radcliffe rende omaggio al lavoro delle donne e degli uomini che rientrano nella categoria degli stunt performer e degli stunt coordinator. Il podcast, che ha esordito a maggio del 2020, gli ha dato nuova notorietà e una voce più autorevole presso l'industria del cinema.

Dal canto suo, Daniel Radcliffe abbraccia senza esitazioni la posizione di Holmes e afferma: "Se non riesci a vedere l'aspetto artistico di una bella scena di stunt, allora non stai guardando con abbastanza attenzione". E a proposito dell'assenza di un Oscar dedicato: " Penso che sia un atto di snobismo, ma la verità è che le acrobazie sono una forma d'arte e farle bene e in sicurezza è davvero, davvero difficile. E quando pensi a ciò che è successo a Dave o ad altri colleghi e colleghe, allora capisci che hanno messo letteralmente il proprio corpo al servizio di ciò che noi amiamo, il cinema. Mi sembra assurdo non tributare un giusto omaggio a tutto questo".

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