Le scatole sono una tentazione irresistibile per i gatti
Le scatole sono una tentazione irresistibile per i gatti

Roma, 10 maggio 2021 - Non c'è gatto più felice di un gatto con una scatola. Una tentazione irresistibile: lasciatene una aperta in giro e prima o poi è matematico che ci troverete acciambellato dentro il felino di casa. E se non hanno un cartone a disposizione, si accontentano anche di un quadrato bidimensionale sul pavimento, che nella loro imperscrutabile testolina associano a uno spazio chiuso. Partendo da questa loro peculiare inclinazione, uno studio guidato dalla City University of New York – e deliziosamente intitolato 'If I fits I sits', se ci sto mi siedo – ha indagato su come i gatti reagiscono di fronte all'illusione ottica di un quadrato e hanno scoperto che gli va benissimo anche quella.

I ricercatori hanno arruolato cinquecento proprietari di felini, che ogni giorno nell'arco di sei giorni dovevano disporre sul pavimento una cornice quadrata (di cartone o disegnata con il nastro isolante) oppure un quadrato di Kanizsa. Si tratta di un'illusione ottica generata da quattro angoli a forma di Pac-Man, che innescano la percezione di un contorno chiuso anche se in effetti non esiste. Di fianco a una di queste due forme, i padroni posizionavano anche un elemento di controllo, ossia gli stessi quattro Pac-Man ma messi in modo tale da non indurre l'inganno visivo. Dopodiché, i padroni dovevano filmare il comportamento dei loro gatti per documentare dove preferivano sedersi.


"Lo studio ha rivelato che i gatti sceglievano l'illusione di Kanizsa altrettanto spesso del quadrato disegnato e più spesso dell'elemento di controllo", scrivono gli autori della ricerca; "Ciò indica che i gatti domestici potrebbero trattare i contorni soggettivi dell'illusione di Kanizsa come fanno con i contorni reali".

Non è ancora chiaro per quale motivo i gatti nutrano questa passione gli spazi chiusi; studi condotti in passato hanno osservato che le scatole hanno un effetto tranquillizzante e riducono lo stress nei gatti ospitati in laboratorio o nei rifugi.

La nuova ricerca presenta dei limiti, in particolare il fatto che solo trenta coppie gatto-padrone hanno completato tutti i passaggi richiesti dall'esperimento. D'altro canto, è la prima basata sulla citizen science ad affrontare la questione e ha il vantaggio che il comportamento dei felini era più naturale, dato che si trovavano in un ambiente familiare senza le inevitabili pressioni di un luogo estraneo, come un laboratorio.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Applied Animal Behaviour Science.