Emanuela Fanelli, 35 anni, protagonista su Raidue di “Una pezza di Lundini“, con Valerio Lundini
Emanuela Fanelli, 35 anni, protagonista su Raidue di “Una pezza di Lundini“, con Valerio Lundini
di Barbara Berti "A me dire: ‘Faccio l’attrice’ suona tanto strano. Ci ho messo anni ad ammettere con me stessa che volevo fare questo lavoro. Dirlo a voce alta significava esporsi al rischio di un fallimento al quale non ero – e non sono nemmeno adesso – preparata". Parola di Emanuela Fanelli, 35 anni, romana, attrice e comica al fianco di Valerio Lundini in Una pezza di Lundini, il cult elogio del nonsense di Raidue, in onda tutti i martedì alle 23.30. Unica donna e rivelazione del programma? "È tremendo essere così importante (ride!). No, sono semplicemente Emanuela che fa un programma comico insieme a Valerio (Lundini, ndr) e Giovanni Benincasa (l’autore, ndr). Con Valerio ci stiamo divertendo tanto, spesso faccio fatica a trattenere...

di Barbara Berti

"A me dire: ‘Faccio l’attrice’ suona tanto strano. Ci ho messo anni ad ammettere con me stessa che volevo fare questo lavoro. Dirlo a voce alta significava esporsi al rischio di un fallimento al quale non ero – e non sono nemmeno adesso – preparata". Parola di Emanuela Fanelli, 35 anni, romana, attrice e comica al fianco di Valerio Lundini in Una pezza di Lundini, il cult elogio del nonsense di Raidue, in onda tutti i martedì alle 23.30.

Unica donna e rivelazione del programma?

"È tremendo essere così importante (ride!). No, sono semplicemente Emanuela che fa un programma comico insieme a Valerio (Lundini, ndr) e Giovanni Benincasa (l’autore, ndr). Con Valerio ci stiamo divertendo tanto, spesso faccio fatica a trattenere le risate perché anche se abbiamo un canovaccio poi andiamo a ‘braccio’ e ci scappa sempre la battuta imprevista".

I suoi monologhi sono diventati ormai dei tormentoni: il film immaginario A Piedi Scarzi lo scorso anno, ora invece interpreta la make up artist Anna Magnani nella (finta) serie Simonetta, la truccatrice della Rai. Come nascono questi pezzi?

"Con A Piedi Scarzi scherzavo sul linguaggio del cinema, stavolta ho messo sotto la lente di ingrandimento il modo di raccontare le fiction del servizio pubblico, perché – diciamolo – stanno facendo serie su tutte le donne possibili e immaginarie, tra poco non ne restano più! (ride, ndr). Così anche io ho scelto una fiction con una protagonsita femminile, un personaggio ‘minore’ visto che è solo una truccatrice. Ma al tempo stesso il mio vuole essere un omaggio alla grande Magnani, tanto che nella fiction si vedono molti spezzoni dei suoi film".

Quando ha scoperto di saper fare ridere?

"Da piccola passavo i pomeriggi con mia nonna. Insieme, all’insaputa di mia madre, facevamo scherzi telefonici: chiamavamo gente a caso, lei diceva qualcosa in calabrese stretto, poi mi passava la cornetta e io improvvisavo. L’altra nonna, invece, era vittima dei miei giochetti al telefono. Anche scuola facevo scherzi tremendi e imitazioni. L’inclinazione a far ridere ce l’ho sempre avuta ma per molto tempo ho avuto paura a mostrarla..."

Ci spiega meglio?

"Da bambina sognavo di fare l’attrice, il teatro è sempre stata la mia passione. E mi davano spesso parti comiche, così poi ho iniziato anche a scrivere i monologhi. Una sera mi stavo esibendo in un locale con un gruppo di amici e nel pubblico c’era Federica Remotti, che oggi è la mia agente. Ma io fino a due anni fa ero maestra in una scuola materna, ho lavorato con i bambini per dieci anni, pensavo fosse quello il mio mestiere ‘da grande’. Ho sempre portato avanti il teatro ma fatto anche altri lavoretti, dal call center alla cameriera, dalla hostess alla commessa".

E oggi cosa sogna?

"Un film con Kate Winslet e Meryl Streep! (ride, ndr). Formeremmo un trio incredibile, loro sono le più brave di tutte. Ma mi accontenterei anche di recitare con Leonardo Di Caprio (ride, ndr). Seriamente, sognavo di lavorare con Paolo Virzì e il sogno si è avverato visto che sono nel cast del nuovo film Siccità, al fianco di Monica Bellucci, Valerio Mastandrea e Silvio Orlando".

Cos’è la comicità, la sua per lo meno?

"Un qualcosa che mi fa cogliere il lato comico di ogni cosa. Anche nelle situazioni più inopportune è come se mi vedessi dall’alto e mi venisse da ridere. E in questo momento storico riuscire a strappare una risata a qualcuno penso sia un toccasana".

Sulla pandemia si può fare ironia?

"Credo che sia ancora troppo presto. Secondo me i limiti all’ironia sono una questione personale, il comico sa quando si deve fermare. Io, per esempio, adoro il black humor quando è fatto bene ma non sono in grado di farlo, così evito e lascio agli altri le battute che all’apparenza sembrano scorrette".