Vivian Schiller (Frascatore)
Vivian Schiller (Frascatore)

La Spezia, 2 dicembre 2016 - «La bufala più grossa ha riguardato Donald Trump. Si sosteneva che costui in campagna elettorale avesse avuto l’endorsement di Papa Francesco. Una notizia così falsa al punto che il giornale che l’avrebbe diffusa per primo, il Denver Guardian , neppure esiste. Eppure per giorni è stata la notizia più letta su Facebook». Donald Trump, ma non solo. «Anche il fatto che Hillary aveva venduto armi all’Isis era una patacca. Eppure è stata la terza notizia più letta sui social Usa in quei giorni». Notizie false più lette di quelle vere. Avvenimenti palesemente improbabili ma così suggestivi da «determinare addirittura il risultato delle elezioni in America». Tutto ciò ha un nome. Si chiama “era della post verità” e ieri è stata magnificamente descritta da Vivian Schiller, già responsabile delle news di Twitter. Lo ha fatto davanti a mille ragazzi arrivati a La Spezia da tutta Italia per partecipare al convegno “Cittadinanza InFormazione”, organizzato dall’Osservatorio Giovani-Editori di cui è presidente Andrea Ceccherini. Un intervento appassionato, quello della Schiller, che ha sottolineato come oramai nel mondo della nuova informazione sui social media non conti «aver ragione ma saper dire la propria bugia in maniera convincente e gridando più forte». Una considerazione angosciante. Oggi, infatti, solo in Italia il 50% delle persone si informa primariamente su Facebook. Il guaio è che a Facebook non interessa che la notizia sia vera ma che piaccia. Perché la gente, nella stagione della “post verità”, «insegue ciò che condivide non ciò che è vero». Roba che sgomenta anche monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei, anche lui presente al convegno. «La “post verità” fa colpo – ha detto – perché raccoglie consenso, ma è un consenso ignorante. Scrivere ciò che il lettore vuol sentirsi dire è mortificante. E chi lo scrive è un povero giornalista che mi intristisce e mi infastidisce».

«Sì, nell'ignoranza di segmenti di popolazione, le bufale si espandono e producono danni - ha invece aggiunto Andrea Ceccherini, organizzatore della manifestazione –. Per questo bisogna curare lo spirito critico, che è fondamentale per potere vedere il mondo con i propri occhi e ragionare con la propria testa. Se la scuola non si esercita in questo, perde una clamorosa occasione».