12 mag 2022

Settembre raccontato da Giulia Steigerwalt

L'intervista di Hot Corn alla regista del film con Barbara Rochi, Thony e Fabrizio Bentivoglio

Una scena di Settembre
Una scena di Settembre

di DAMIANO PANATTONI - «La narrativa può avere uno sguardo sulla vita. Il motivo? Magari, quando si vivono certe cose non si ha la capacità di osservarle bene e magari di sorridere dei drammi che ci accadono. In questo senso trovare un filo in questo grande casino che viviamo è una filosofi a che può aiutare poi nella vita di tutti i giorni. Settembre nasce anche da questo, dall'osservazione e dall'ascolto, tanto che molte storie che vedrete nel film non sono inventate, ma le ho ascoltate da amici o conoscenti. Girando il film mi sono concentrata sui dettagli e sul sottotesto del testo per dare profondità a queste persone. Mi servivano delle pause, degli sguardi, per dare significato alle battute, anche contraddittorie, dei personaggi e dei protagonisti. Così è stato con Fabrizio Bentivoglio, così con Thony e Barbara Ronchi, ma anche con i piccoli Luca Nozzoli e Margherita Rebeggiani, che nonostante la giovane età sembravano due attori maturi, con tanta esperienza. La musica? Per me è molto importante, è un aspetto fondamentale, sia per quanto riguarda la colonna sonora originale che è stata firmata da Michele Braga, sia per l'uso delle canzoni. Prima ancora di girare Settembre avevo la mia playlist personale e anche mentre giravo avevo in testa il mood di certe scene. Poi quando ho capito che era possibile avere I Want You di Bob Dylan e Pale Blue Eyes dei Velvet Underground ho deciso di usarle fi no in fondo, come nel caso di Barbara che irrompe in ospedale in una scena molto à la Il Grande Lebowski...».

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