Mercoledì 24 Luglio 2024
GIOVANNI BOGANI
Cinema e Serie Tv

“Canzonissima“e il cinema, una vita sul palco

Maria Rosaria Omaggio è morta a 67 anni: gli esordi con Pippo Baudo, i film e il teatro. Premiata per l’interpretazione di Oriana Fallaci

“Canzonissima“e  il cinema, una vita sul palco

“Canzonissima“e il cinema, una vita sul palco

È scomparsa, a 67 anni soltanto, Maria Rosaria Omaggio. Attrice di teatro, di cinema, di televisione. Scrittrice, anche. Donna orgogliosamente indipendente. Bella, capace di regalare ai suoi personaggi il fuoco della passione, il fiammeggiare dello sguardo. Ha interpretato più di trenta film per il cinema, quaranta serie televisive, sessanta spettacoli teatrali. Ha vinto premi, per tre volte la Maschera d’argento, il premio Salvo Randone, altri riconoscimenti – il premio Donna e Cultura – per il suo lavoro teatrale. Aveva interpretato Oriana Fallaci al cinema e a teatro: e la giornalista fiorentina, inviata su tutti i fronti di guerra, autrice di libri memorabili, era fiera di quella interpretazione. Fu la Fallaci a chiedere che fosse la voce della Omaggio ad interpretarla, in alcuni audiolibri. C’era, fra le due, una somiglianza forte, una consonanza di vibrazioni, di lampi nello sguardo, una simile determinazione. Eppure, nonostante tutto questo, rimane la sensazione che Maria Rosaria Omaggio sia stata celebrata, e coinvolta dal mondo dello spettacolo, meno di quanto avrebbe meritato.

Aveva un bellissimo volto mediterraneo, che portava i segni della sua napoletanità. Si era fatta conoscere giovanissima, a diciassette anni appena, in una Canzonissima condotta, nell’inverno del 1973, da Pippo Baudo. Per essere ammessa ai provini della Rai, aveva mentito sull’età. Poi sono venuti il cinema, il teatro, la televisione. Il cinema la accoglie nel 1976, quando ha diciannove anni, in Roma a mano armata di Umberto Lenzi, in cui interpreta Anna, la compagna di Maurizio Merli, rinchiusa in un’auto e quasi stritolata da uno sfasciacarrozze. Sono i film violenti della metà degli anni ’70. Seguirà Squadra antiscippo di Bruno Corbucci, al fianco di Tomas Milian. E negli anni a venire, il film d’esordio di Cinzia TH Torrini, Giocare d’azzardo; Era una notte buia e tempestosa di Alessandro Benvenuti; Un paradiso di bugie di Stefania Casini; Guido che sfidò le Brigate rosse di Giuseppe Ferrara e To Rome With Love di Woody Allen.

Ma soprattutto, il ruolo di Oriana Fallaci interpretato in Walesa – L’uomo della speranza del regista polacco Andrzej Wajda. Il film viene presentato alla 70ª Mostra del cinema di Venezia: la Omaggio veste i panni della giornalista, che intervistò Walesa nel 1981. Un ruolo che le rimarrà nella pelle: di Oriana Fallaci, l’attrice imparò ad assumere i gesti, i toni, la voce, tutto. Per le interpretazioni della Fallaci, Maria Rosaria Omaggio vincerà a Venezia il premio Pasinetti, e in seguito l’Arechi d’oro a Salerno e il premio Oriana Fallaci nel 2014. Darà voce al testo de La rabbia e l’oroglio in un audiolibro. E a teatro interpreterà Le parole di Oriana in concerto, andato in onda sulla Rai, andato in scena anche a New York.

È la televisione che ci ha reso il suo volto familiare. Maria Rosaria Omaggio ha preso parte a molti sceneggiati televisivi: Edera, Passioni, Donne di mafia, La squadra, Sabato, domenica e lunedì.

A teatro, non si risparmia, passando da Goldoni a Seneca, da Dumas agli spettacoli futuristi, da Italo Calvino a Noel Coward. Mette in scena l’unico testo teatrale scritto da Gabriel Garcia Marquez, Diatriba d’amore contro un uomo seduto, con Alessandro D’Alatri alla regia. Era da tempo ambasciatrice Unicef nel mondo: un impegno nato dopo un viaggio a Mumbai.

Nello spettacolo Scarpe rosse aveva affrontato il tema degli abusi sessuali e dei femminicidi. Nello spettacolo Casa pianeta Terra raccontava la connessione imprescindibile fra noi e l’ambiente in cui viviamo.