Cane migliore amico dell'uomo (Ansa)
Cane migliore amico dell'uomo (Ansa)

Roma, 26 giugno 2019 - Accudire un cane regala momenti gratificanti anche al padrone. Se poi il migliore amico dell’uomo rivolge le sue attenzioni a una persona malata i vantaggi sono ancora più evidenti. A spezzare una lancia a favore della pet therapy è una ricerca su un campione significativo di persone affette da broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco). Dati che si ricavano da un’indagine mirata condotta da Doxapharma per Boehringer Ingelheim.

L’indagine ha selezionato due gruppi di pazienti con Bpco di grado moderato (cento possessori di cane, altri cento senza compagnia) omogenei per età, sesso, scolarità, composizione del nucleo familiare, situazione lavorativa, luoghi di residenza. Statisticamente il 70% degli intervistati con disturbi respiratori riferisce benefici dal contatto con il compagno di giochi in termini di esperienze emotive, il 62% nota effetti positivi sulla salute fisica e il 39% su quella mentale, tutti i padroni sono portati a muoversi di più, in quanto c'è l'esigenza di portare regolarmente fuori il cane. "La ricerca clinica ha dimostrato che i nostri pazienti, in virtù del dinamismo o dell’attività fisica incrementata, hanno meno attacchi di tosse, e una migliore funzionalità polmonare", ha scritto Fulvio Braido, medico specialista in malattie respiratorie.

Prendersi cura del cane, secondo Ilaria Baiardini, psicologa e psicoterapeuta, spinge a muoversi, contribuisce a prevenire la sedenterietà e il senso di isolamento o solitudine spesso presenti nell’anziano che soffre di patologie croniche. Per molti il cane rappresenta una motivazione a uscire di casa (66%), organizzare le proprie attività quotidiane (38%), rimanere in forma (35%) e prendere farmaci (27%) per stare bene, motivazione legata anche al desiderio di continuare ad accudire l’animale. Inoltre, la maggior parte degli intervistati (91%) riferisce che il cane aumenta le occasioni per socializzare.