I DUE VOLTI DELL’ALTO ADIGE

Eroici quando arrivano da vigneti allineati a quote elevate, profumati quando sono l’espressione di zone vitivinicole più basse e assolate. Comunque, mai banali, cifra genetica di una terra precisa e rigorosa che dei suoi vini ha fatto una sorta di bandiera identitaria. Lo sono di sicuro per Martin Foradori Hofstätter, quarta generazione del brand J. Hofstätter che a Tramin-Tremeno ha accettato di crescere puntando sull’innovazione. 

Con i suoi “imperdibili”  all’assaggio: il Pinot Nero Riserva Mazon (31 euro) con profumi di sottobosco e piccoli frutti; il Gewürztraminer Vigna Kolbenhof (27 euro) fruttato e raffinato; il Sauvignon Oberkerschbaum (27,50 euro) con aromi di agrumi maturi e pompelmo. Emozionale anche la degustazione del Kerner Aristos (16,40 euro) prodotto dalla giovane cooperativa Cantina Valle Isarco, vino fruttato e aromatico, versatile nell’accostamento a speck, antipasti leggeri e piatti  a base di uova o funghi. 

E in una sorta di sublimazione, viene naturale pensare alla Kaltern e alla sua “Quintessenz”, linea dal nome ambizioso che omaggia i suoi alfieri, ovvero il Cabernet Sauvignon Riserva (32 euro), il Pinot Bianco 2018 (22,5 euro), il Sauvignon 2018 (22,5 euro), il Kalterersee 2019 (12,90). 

E il sorprendente Passito 2016 (35 euro), dalla grande ricchezza aromatica, etichetta emblematica di una cantina da 650 soci, prima in Italia ad abbracciare il severo protocollo Fair’n Green, autorevole marchio europeo della viticoltura sostenibile. Come dire: l’anima verde tra le vigne. E in bottiglia.

 

TRENTINO DA RECORD

Commovente. Lo è il Maso di Warth, casa padronale con l’affaccio panoramico su Trento e l’esposizione a sud-ovest ideale per intercettare il vento che, arrivando dal Garda, mitiga  l’aria fresca del nord e fa di questa terra un paradiso della viticoltura. 

Lo è lui, Francesco Moser, radici contadine e storia da campione del mondo di ciclismo, che a 69 anni non smette di tirare la volata nelle sue belle vigne, potendo contare sul solido sostegno del figlio Carlo e del nipote Matteo per produrre grandi vini. Come i suoi Trento Doc, ma anche i suoi Gewürztraminer, Lagrein e Riesling, da assaggiare nella sala di degustazione, a fianco del museo che celebra il ciclismo e il suo indimenticato profeta. 

La sorpresa porta il nome del Teroldego (11 euro), rosso fresco dalle piacevoli note fruttate e una produzione di sole 10mila bottiglie a ricordare che ognuna di loro merita riguardo. 

Ma la star ha un nome che è un numero e un’impresa, perché il 51,151 (20 euro) evoca il mitico record dell’ora fissato da Moser a Città del Messico nel 1984. Metodo Classico da Chardonnay, perlage fine, buona sapidità, note fresche e fragranti. 

Lo offri e diventa il sottinteso degli auguri: Buone Feste.